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«Star Wars VIII. Gli ultimi Jedi». La “Forza” continua a coinvolgere

Più lento e un po’ involuto all’inizio, più avanti sciolto, evocativo e coinvolgente, il film è simile a un librone affascinante e pieno di accadimenti

Molte situazioni erano rimaste in sospeso, proprio per creare una specie di attesa carica di incertezze su quello che poteva accadere “dopo”. Il periodo di attesa è durato due anni. Dal 13 dicembre è uscito in Italia e nel resto del mondo Star Wars VIII. Gli ultimi Jedi, nuovo capitolo di una saga che, a partire dal suo esordio nel 1977, ha cambiato i destini del fantasy cinematografico. Bisogna infatti pensare che il film vola diretto in oltre 850 copie: il che vuol dire che circa la metà degli schermi italiani lo programma. Con una offerta così ampia e capillare da lasciare ben poco spazio agli altri “concorrenti” della cosiddetta “battaglia di Natale”, ossia quel momento bello da un lato (perché il pubblico è in festa e va di più al cinema) e insieme illusorio (perché sembra di poter scegliere ma poi in realtà tutti si dirigono su pochi, selezionati titoli).

Andare a vedere il nuovo episodio di Guerre stellari significa oggi assolvere a una piacevole incombenza. Si partecipa a un rito, nel quale la serietà dei contenuti è proporzionalmente rapportata alla leggerezza delle richieste. Lo spettacolo inizia, in realtà, già da prima, all’esterno della sala, quando la memoria si mette alla prova sugli episodi precedenti: si citano personaggi, si ricordano dettagli, si elencano momenti di passaggio e raccordo. Non tutti, evidentemente fondamentali e indispensabili, ma talvolta certe frasi, certe sfumature favoriscono il confronto e acuiscono il ricordo.

Poi, lo spettacolo prosegue all’interno del cinema, quando arriva il momento a lungo atteso dell’incontro con le immagini. Qui può succedere qualcosa che necessita di più piste di elaborazione e si snoda lungo reazioni diversificate. Nell’episodio VIII, prosegue la saga degli Skywalker, con personaggi che si portano una lunga storia dagli episodi precedenti, Luke Skywalker in primo piano, e poi il generale Leia Organa, che guida le forze ormai indebolite della Resistenza. Nei panni di quest’ultima c’è Carrie Fisher, morta a riprese concluse il 23 dicembre 2016.

Perdita dolorosa e triste, omaggiata nel film con alcune sequenze riprese direttamente dai film precedenti. Tra i ruoli portanti della storia, figura ora Rey, che viaggia verso il pianeta nascosto di Anch– To per trovare appunto Luke Skywalker, ultimo maestro Jedi della Galassia e speranza per la Resistenza. Ray vuole incontrare l’eroe di cui ha sentito parlare, ma trova invece un uomo che mette a dura prova le sue aspettative. Nel confronto tra Luke e Ray ricopre un ruolo preminente Kylo Ren, che aveva già subito una bruciante sconfitta da parte della mercante di rottami Ray. Mettendo in atto un subdolo doppio gioco, Kylo Ren sta concentrando i suoi sforzi sulla distruzione della Resistenza. In lui, sta diventando sempre più potente la crescita del lato oscuro della forza. Protagonisti vecchi e nuovi si incontrano, si scontrano in una “ronde” frenetica e incalzante. Una chimica dinamica li sorregge e li spinge in avanti.

Più lento e un po’ involuto all’inizio, più avanti sciolto, evocativo e coinvolgente, il film (durata 152 minuti) è simile a un librone affascinante e pieno di accadimenti. Una lettura avvincente, da sfogliare pagina dopo pagina. Anzi immagine dopo immagine.

 

18 dicembre 2017