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Torna il Festival “Un organo per Roma”

Ideato da Giorgio Carnini per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla mancanza dell’organo al Parco della Musica

Ideato da Giorgio Carnini per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla mancanza dell’organo al Parco della Musica 

Ad animare le serate della Capitale, da sabato 25 marzo torna il Festival “Un Organo per Roma”, ideato da Giorgio Carnini per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica e delle Istituzioni sul «grave problema della mancanza dell’organo nel Parco della Musica, strumento progettato, arrivato alle soglie della gara d’appalto e mai realizzato». Promossa dall’Associazione Camerata Italica in collaborazione con l’Istituzione Universitaria dei Concerti, il Conservatorio “Santa Cecilia” e l’Accademia Filarmonica Romana, ad inaugurare la quarta edizione dell’evento sarà l’attrice Claudia Koll. Ampio il ventaglio dei concerti proposti, concepiti con l’intento di far conoscere meglio sia la grande musica per organo del passato che la scrittura contemporanea.

«Già dalla prima edizione del Festival – spiega Giorgio Carnini, che del Festival è anche il direttore artistico – si andarono delineando le caratteristiche che connotano ancora oggi la manifestazione. Era necessario rinnovare gli archetipi del concerto d’organo tradizionale per coinvolgere un pubblico più vasto di quello degli intenditori che frequentano abitualmente gli eventi organistici. Fu così adottato un principio determinante: l’organo come strumento universale dialogante con gli altri strumenti, un mezzo come un altro, senza limiti di repertorio, laico e non circoscritto nei vari ghetti come le cantorie oppure gli stretti recinti di un malinteso filologismo. In poche parole: uno strumento da concerto»

Il primo appuntamento, in via
dei Greci 18 (ingresso gratuito fino ad esaurimento posti), è con “Il drammatico si minore”. Il programma inizia con un omaggio al più grande compositore per organo di tutti i tempi, Johann Sebastian Bach, di cui si ascolterà il “Preludio” e “Fuga” in si minore BWV 544, a cui farà seguito il “2° Corale”, sempre in si minore, di César Franck, il più grande emulo di Bach nell’Ottocento. La seconda parte del concerto si rivolge invece alla contemporaneità, con la prima esecuzione assoluta del monodramma “La Ballata del silenzio” per voce recitante, organo e percussioni di Gianluca Ruggeri su testo di Rocco Familiari e la voce recitante di Claudia Koll.

La protagonista della pièce – un testo in versi sul tema della violenza – è una ragazza, che viene brutalizzata e mutilata dai suoi aguzzini. Da allora si limita a sopravvivere e il solo mezzo di comunicazione con il prossimo è un tamburo, su cui batte un colpo se ha fame, due colpi se ha sete, tre colpi se ha paura o prova dolore. «È una potente allegoria della stupida ferocia umana – spiegano gli organizzatori del Festival – e un richiamo a non rimanere sordi alle richieste di aiuto delle vittime».

“Uniti dal vento” ovvero “L’organo
e i suoi fratelli”, venerdì 31 marzo, vedrà invece dialogare l’organo con la fisarmonica, il bandonéon e l’armonica a bocca. Tutti gli strumenti saranno coinvolti nell’esecuzione in prima assoluta di “Fuelle” di Angelo Bruzzese. Ad aprile due serate: il 22 toccherà a “Il gigante e la bambina” ovvero “L’organo incontra la chitarra”, con prime esecuzioni di Angelo Bruzzese, Marco Sinopoli e Sabino De Bari; e venerdì 28 l’esecuzione dell’opera “Nel salotto di Bach” con l’intermezzo in un atto “Bach Haus” di Michele Dall’Ongaro su libretto di Vincenzo De Vivo, in cui si narra dell’arrivo in casa Bach di un impresario italiano, accolto da Frau Anna, che vorrebbe da Johann Sebastian un’opera seria per l’apertura della nuova stagione del suo teatro nei pressi di Venezia.

Degli appuntamenti di maggio,
quello di chiusura – venerdì 26 – avrà una location suggestiva: la Basilica dei Santi Cosma e Damiano ai Fori Imperiali. In programma, grazie alla collaborazione della Fondazione Rossini di Pesaro, la “Petite Messe solennelle” di Rossini nella versione da camera per due pianoforti, armonium, soli e coro diretti da Lorenzo Macrì. L’esecuzione sarà preceduta dalla versione per organo del “Preludio religioso” (1869) nell’interpretazione di Olga Di Ilio.

24 marzo 2017