Da Santo Spirito in Sassia fino alla Chiesa Nuova: 7 stazioni per una Via Crucis straordinaria, per le strade della Capitale, dedicata a tutte le donne «crocifisse». È la proposta delle Comunità Papa Giovanni XXIII, organizzata in collaborazione con la diocesi di Roma, per il prossimo 26 febbraio. Un’iniziativa già organizzata nel 2014, con la partecipazione di alte cariche dello Stato, personalità della cultura e la voce di alcune donne «liberate dalla schiavità», ricordano i promotori.

L’obiettivo, spiegano, è lo stesso: «Pregare» per queste donne «crocifisse», tante («oltre 100mila solo in Italia»), giovanissime, provenienti soprattutto da Africa ed Europa dell’Est. «Sono prostitute. Sono schiave», affermano con chiarezza dall’associazione fondata da don Oreste Benzi proprio con l’obiettivo di contrastare ogni forma di emarginazione e povertà. Nello stesso tempo, è un’occasione per «aprire gli occhi delle persone e della società civile e politica» sulla realtà che vivono queste donne: «Sopravvivono al masismo un paio d’anni di “lavoro” – si legge in una nota dell’associazione -. Se liberate, non hanno che un desiderio: morire. Sono Cristo in croce, oggi, nella civilissima Italia e nel mondo occidentale. Nel silenzio di tutti».

L’appuntamento è per le 19.30 a Borgo Santo Spirito: dalla chiesa di Santo Spirito in Sassia prenderanno il via le 7 stazioni di questa Via Crucis straordinaria, passando per Ponte Sant’Angelo, fino ad arrivare alla Chiesa Nuova. Ad ogni stazione ci sarà anche una rappresentazione del momento descritto dal Vangelo sulla via Crucis di Gesù Cristo, portato in scena da attori professionisti e dai volontari e figuranti dell’Unitalsi.
11 febbraio 2016