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“Tristano e Isotta” apre la stagione del Teatro Costanzi

Inaugurazione il 27 novembre, sul podio Daniele Gatti. Dal 28 marzo Jader Bignamini torna a dirigere “Il Trovatore” co-prodotto dall’Opera di Amsterdam

Inaugurazione il 27 novembre, sul podio Daniele Gatti. Dal 28 marzo Jader Bignamini torna a dirigere “Il Trovatore” co-prodotto dall’Opera di Amsterdam 

Capolavoro del romanticismo tedesco, la wagneriana “Tristan und Isolde” è l’opera con la quale il Teatro Costanzi di Roma inaugurerà il 27 novembre la nuova stagione, con Daniele Gatti per la prima volta sul podio capitolino e la regia di Pierre Audi. L’allestimento è lo stesso del Théâtre des Champs-Élysées di Parigi, dove ha debuttato in primavera, con Gatti alla guida dell’Orchestre National de France, per molti anni sua compagine di riferimento prima di ricevere la nomina di Chief Conductor della prestigiosa Royal Congertgebouw Orchestra di Amsterdam.

L’ethos cavalleresco di Tristano
che rinuncia a Isotta per fedeltà al re, è una delle più belle pagine della musica mondiale con cui si dà dunque avvio al nuovo corso dell’ente teatrale, arricchito quest’anno di undici opere, sei produzioni di danza e balletto, cinque concerti e molte altre attività culturali. «Stiamo lavorando per costruire l’identità di un nuovo teatro moderno che vanta già un rapporto nuovo con la città, elemento di cui siamo molto orgogliosi – spiega il sovrintendente Carlo Fuortes –. Il teatro riesce a parlare alla città attraverso un linguaggio multiculturale e la città risponde in modo straordinario».

Jader Bignamini ritorna invece per
dirigere il “Trovatore” (dal 28 febbraio al 10 marzo), nel nuovo allestimento coprodotto con De Nationale opera di Amsterdam e con l’Opéra National de Paris. La regia è di Àlex Ollé de la Fura dels Baus. Della “trilogia popolare” verdiana non mancheranno il “Rigoletto” (dal 2 al 10 dicembre) diretto dall’esordiente Michele Gamba, spettacolo che ritorna nell’allestimento del 2014 firmato da Leo Muscato e, in fine di stagione, la “Traviata” (dal 29 ottobre al 4 novembre) sempre con la regia di Sofia Coppola e i costumi di Valentino.

Un progetto ambizioso è quello che coinvolge il Metropolitan Opera di New York, l’English National Opera e De Nationale Opera di Amsterdam: la nuova produzione della “Lulu” di Alban Berg, fatica rimasta incompiuta nella strumentazione del terzo atto. Scritta su libretto del drammaturgo Franz Wedekind (“Lo spirito della guerra” e “Il vaso di Pandora”), al Costanzi è stata rappresentata una sola volta limitatamente ai due primi atti – nel 1967/68. Dal 19 al 30 maggio 2017 sarà presentata – diretta da Alejo Pérez – la Lulu nella versione completata dal musicologo Friedrich Cerha nel 1979, con la regia di Luc De Wit e William Kentridge, artista sudafricano, quest’ultimo, autore di Triumphs&Laments, un affresco di circa 500 metri lungo le mura che costeggiano il fiume Tevere.

Lo spettacolo iniziale del 2017 è il “Così fan tutte” mozartiano, il più raro fra i titoli della trilogia di Mozart-Da Ponte proposti da qui ai prossimi due anni (gli altri due sono il “Don Giovanni” e “Le nozze di Figaro”). Dall’esordio, nel 1950, si contano solo altre cinque repliche fino al 2007. La direzione di quest’anno (dal 18 al 27 gennaio 2017) è affidata all’esordiente Speranza Scappucci, già collaboratrice di Riccardo Muti, e alla regia di Graham Vick. Dal 22 marzo al 4 aprile, in collaborazione con il San Carlo di Napoli, arriverà sul palcoscenico del Costanzi – dove si contano fino ad oggi solo rare presenze – la “Maria Stuarda” di Donizetti diretta da Paolo Arrivabeni e con la regia di Andrea De Rosa. Marco Bellocchio, acclamato regista cinematografico, esordirà invece il 21 aprile con “Andrea Chénier”. L’opera, diretta da Roberto Abbado in un nuovo allestimento in coproduzione col Teatro La Fenice di Venezia, sarà in scena fino al 2 maggio.

Mai rappresentato all’Opera di Roma è “Il viaggio a Reims”, dramma giocoso in un atto che Rossini scrisse nel 1824 per essere eseguito l’anno successivo a Parigi in forma di cantata. La vicenda ruota intorno all’incoronazione di Carlo X re di Francia, cerimonia a cui prese parte una variopinta rappresentanza del bel mondo, in un susseguirsi di equivoci e intrecci amorosi. Sarà in scena dal 13 al 22 giugno. Altro titolo raro è “Fra Diavolo” di Daniel Auber, in coproduzione con il Teatro Massimo di Palermo (dall’8 al 21 ottobre 2017): opéra-comique su libretto di Scribe, ispirata alle rocambolesche e travisate vicende del brigante Michele Pezza, che agiva nei pressi di Terracina.

L’opera fu rappresentata a Parigi
nel 1830 e ripresa al Costanzi una sola volta – ma per ben quindici recite – nel maggio del 1884. Delizia ultima, nell’ambito del progetto “Roma Opera Aperta – La memoria”, dal 14 al 24 ottobre 2017, ritorna la “Tosca” con un allestimento ricostruito sui bozzetti originali del 14 gennaio 1900, con la direzione di Daniele Callegari e la regia di Alessandro Talevi.

 

18 novembre 2016