Tutti i Santi: sulle zucche vince la vita piena di luce

La solennità ci raggiunge ogni anno nel suo messaggio luminoso e ci dice che novembre è il mese non dei morti ma della vita senza fine. Lo stile di una festa da cristiani: bella e contagiosa

«Sta finendo la mia esistenza terrena, ora inizia la vita… finalmente!». È una ragazza di 24 anni a dire questo, qualche attimo prima di morire. Ma è una santa: Teresa di Gesù Bambino! Ai santi basta un attimo, una parola, e dicono tutto! Dicono che l’esistenza è bella perché è un dono, ma finisce. La vita invece è per sempre! L’esistenza è un incontro continuo, fino a quello decisivo. La vita è la pace definitiva in esso. L’esistenza è innamoramento, emozione, fragilità, fatica, cammino, rinascita, speranza, tensione. La vita è pienezza e felicità. È poi la sintesi, da dottore della Chiesa, cioè da “superlaureati” in sapienza: l’esistenza è un volto, sempre cercato … la vita è una persona!

La solennità di Tutti i Santi ci raggiunge ogni anno nel suo messaggio luminoso e ci dice che novembre è il mese non dei morti ma della vita senza fine. Con la storia personale di una moltitudine di uomini e donne realizzati e felici, piccoli e poveri peccatori come noi ma che hanno preso sul serio lo Spirito Santo che ha “scommesso” su di loro. Essi hanno fatto dalla docilità alla grazia la loro risposta e il Signore ha fatto il resto: di ognuno un capolavoro! I santi ci dicono che quello che è avvenuto meravigliosamente in essi è possibile per ognuno di noi; basta volerlo. Gli strumenti sono gli stessi: la Parola, i sacramenti, la maternità della Chiesa. Manca solo il sì di ciascuno, sincero, totale, definitivo. In questo “mese della vita senza fine” la festa di Tutti i Santi “si prolunga” poi in quella della “commemorazione dei fedeli defunti” per dirci con le parole della Chiesa che i nostri cari, che ci hanno dato la vita e trasmesso la fede, sono viventi in Dio; sono i nostri santi non aureolati di famiglia, che ci hanno messo in braccio alla Madonna e dato l’esempio, ci hanno insegnato a soffrire e come morire, come “strappare” le grazie e vivere da cristiani.

Infine due parole su Halloween, di buon senso. Conosciamo tutti le sue origini celtiche, con l’evocazione dell’Aldilà e il tentativo di “esorcizzare” la paura dei morti, ma sappiamo tutti che oggi è una mera festa commerciale. Qualcuno paventa che sia l’anticamera per la stregoneria e per feste sataniche, ma resta ed è una trovata, di moda, per mascherarsi da “zombi” e giocare con costumi macabri. Soprattutto non facciamo acquisire ad Halloween un valore alternativo, tanto meno sostitutivo alla festa di Tutti i Santi e alla commemorazione dei defunti, perché è e deve restare una festa commerciale, pericolosa tanto quanto le altre, compreso il Natale consumistico che tra poco ci “investirà”. Piuttosto noi cristiani, che sappiamo che “la bellezza salverà il mondo”, rendiamo più autentica la nostra vita di testimoni, “non lasciamo soli” i nostri bambini, ragazzi e adulti cristiani e innamoriamoci di nuovo della santità! Andiamo a Messa il giorno di Tutti i Santi e commemoriamo i nostri defunti con lo stile di una festa bella e contagiosa. La vita piena di luce vincerà sull’esistenza fatta di maschere. E le zucche resteranno zucche. (Antonio Panfili, vicario episcopale per la vita consacrata)

31 ottobre 2017