L'informazione della Diocesi di Roma

Un grido per la vita e contro la tratta

In occasione delle Olimpiadi di Rio, al via la campagna di sensibilizzazione sostenuta da Thalita Kum e diverse organizzazioni ecclesiali e sociali

In occasione delle Olimpiadi di Rio, al via la campagna di sensibilizzazione sostenuta da Thalita Kum e diverse organizzazioni ecclesiali e sociali

Riproponendo lo stesso slogan usato durante i mondiali di calcio del 2014, la rete brasiliana delle religiose contro la tratta di persone “Um Grito pela Vida” lancia anche per le olimpiadi di Rio la campagna “Gioca a favore della Vita”, il cui logo è un cuore con il Corcovado e la statua del Cristo Redentore di Rio. Sostenuta da varie organizzazioni ecclesiali e sociali, come pure dalla più grande Talitha Kum, rete internazionale della vita consacrata in lotta contro la compravendita degli esseri umani, l’iniziativa – illustrata il 21 giugno a Roma, alla presenza del cardinale brasiliano João Braz de Aviz – punta a «richiamare l’attenzione e allertare la società sul rischio di un aumento dello sfruttamento sessuale e lavorativo durante le olimpiadi». È noto infatti che nel corso di un grande evento, come lo è quello sportivo, aumentino le condizioni in cui le persone vengono ingannate con false promesse di un lavoro e di una vita migliore.

«I giochi olimpici attrarranno una grande quantità di turisti, tra i quali possono infiltrarsi organizzazioni criminali dedite allo sfruttamento di persone in situazione di grande vulnerabilità sociale», racconta suor Gabriella Bottani, coordinatrice di Talitha Kum. «Senza eliminare l’allegria che i giochi Olimpici offriranno a migliaia di persone che da tutto il mondo verranno a Rio de Janeiro, la campagna – spiega suor Eurides Alves de Oliveira Coordinatrice della Rete “Um Grito pela Vida” – farà in modo che questo evento sia uno spazio propositivo, che promuova la cittadinanza, la cura della vita e la denuncia della tratta di persone e di ogni forma di sfruttamento e violazione dei diritti umani, dando alla popolazione strumenti affinché possa reagire e denunciare ogni forma di mercificazione e banalizzazione della vita».

Proprio come è accaduto in occasione della coppa del mondo del 2014, quando, grazie alla diffusa informazione sul fenomeno della tratta, si sono viste aumentare le denunce del 40% circa, rispetto all’anno precedente. «Certo, moltissime di queste sono state poi ritirate, magari per paura», aggiunge l’ex nuotatore Massimiliano Rosolino, Oro a Sidney nel 2000 e ai mondiali di Fukuoka nel 2001, che con Alessandra Sensini, campionessa di windsurf a Sidney, hanno prestato il proprio volto alla campagna, divenendone testimonial. «Ciononostante – continua Rosolino – bisogna continuare ad insistere perché situazioni come la tratta, termine che a me fa pensare ai film non ad una realtà dei nostri giorni, non rovinino la bellezza dei Giochi».

Lo sport «deve trasmettere valori come la sana competizione, la lealtà, il rispetto per la dignità delle persone. Dobbiamo sensibilizzare gli atleti – è l’impegno che la Sensini si assume – e portare questo messaggio ai circa 250 ragazzi italiani che rappresenteranno l’Italia alle Olimpiadi ma anche a tutti quelli che ruotano intorno ai Giochi». L’invito, ai turisti che si recheranno a Rio, è di «denunciare ogni forma di sfruttamento di cui verranno a conoscenza, soprattutto lo sfruttamento sessuale di bambini e adolescenti», insiste suor Gabriella. Stando sul posto, si possono avvertire le autorità competenti attraverso il numero telefonico gratuito 100. Le denunce possono essere presentate anche in forma anonima. Infine l’accorato appello: «Non restate indifferenti».

 

22 giugno 2016