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Un milione e mezzo di romani potrebbero restare senz’acqua

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Acea, dal 28 luglio, potrebbe chiudere i rubinetti per otto ore al giorno in diversi quartieri a cominciare da Monte Mario e Prati. Lago di Bracciano ai minimi 

Potrebbe interessare un milione e mezzo di romani il piano di razionamento dell’acqua a cui sta lavorando l’Acea. Il livello del lago di Bracciano continua a scendere e di piogge neanche l’ombra all’orizzonte. Per questo motivo la Regione Lazio ha deciso di bloccare i prelievi nello specchio d’acqua e il razionamento potrebbe diventare realtà nella Capitale dal 28 luglio. Ancora non è certo se la sospensione del servizio sarà resa effettiva la notte o la mattina. Secondo indiscrezioni, fra le prime zone a essere coinvolte potrebbero essere Monte Mario e Parioli. Ovviamente saranno tutelati ospedali, vigili del fuoco e altre attività sensibili.

In molti hanno fatto notare, però, l’incongruenza della decisione della multiutility. Gli abitanti serviti da Acea (dati aziendali) sono 3,9 milioni. Sempre secondo i dati diffusi dall’azienda, Acea preleva dal lago di Bracciano solo l’8% di tutto il fabbisogno. I conti non tornano, se i cittadini interessati dal razionamento sono 1,5milioni. È vero però che le tubature di Roma sono ridotte molto male (sprecano il 44% dell’acqua).

Lago di Bracciano, siccità luglio 2017
Lago di Bracciano

Le fonti di approvvigionamento d’acqua, attualmente, sono sei (Peschiera, Capore, Acqua Marcia, Acquoria, Salone e Simbrivio. Poi ci sono i pozzi Appio-Alessandrino, Laurentino e altri minori. Nel Lazio le criticità maggiori si registrano a Latina dove sono compromessi fino al 50% i raccolti di mais, ortaggi, meloni, angurie. Complessivamente i danni – tra investimenti sostenuti per le semine, aggravio di spese per gasolio o corrente per irrigare, mancata produzione diretta di foraggio per gli allevamenti e mancato reddito – si attestano tra 90 e i 110 milioni di euro, secondo la Coldiretti.

 

24 luglio 2017