È la «significativa riduzione degli arrivi in Italia dalla Libia come numero di rifugiati e migranti dal luglio 2017» il dato più eclatante contenuto nel rapporto “Viaggi disperati”, presentato ieri, 12 aprile, dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr). «Mentre gli Stati europei hanno aumentato le misure per controllare l’accesso ai loro territori – si legge nel testo -, chi cercava protezione internazionale in Europa ha compiuto viaggi ancora più pericolosi, attraverso contrabbandieri o percorsi alternativi, per raggiungere le destinazioni agognate». Il risultato: nei primi tre mesi del 2018 gli arrivi in Italia sono calati del 74%; 489 i morti in mare contro gli 870 del primo trimestre 2017, anno nel quale si calcolano oltre 3.100 morti in mare. Aumentati invece gli arrivi via mare in Spagna.

Eppure in proporzione le morti sono aumentate: per ogni persona arrivata viva ne morivano 29 nel 2017; quest’anno la proporzione è di un vivo ogni 14 morti. Nel 2017 sono arrivati in Italia oltre 30mila minori attraverso il Mediterraneo, di cui oltre 17mila non accompagnati, provenienti soprattutto da Guinea, Costa d’Avorio, Gambia ed Eritrea. Minori soli sono stati il 13% degli arrivi in Italia, il 37% in Grecia.