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Veronica Donatello, suora e Cavaliere della Repubblica italiana

La religiosa, responsabile del settore catechesi delle persone disabili dell’Ufficio catechistico Cei, insignita con il riconoscimento del presidente Mattarella

Tra i 40 donne e uomini ai quali il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha conferito, motu proprio, sabato 12 novembre onorificenze al merito della Repubblica italiana c’è anche suor Veronica Donatello, responsabile del settore per la catechesi delle persone disabili dell’Ufficio catechistico nazionale della Cei. Romana, 42 anni, la religiosa, appartenente alla congregazione delle Suore Francescane Alcantarine, è diventata Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica italiana «per il suo contributo nella piena inclusione delle persone con ddisabilità».

A spiegare la motivazione è una nota del Quirinale, nella quale si precisa che i riconoscimenti sono stati conferiti a «donne e uomini che si sono distinti per atti di eroismo, per l’impegno nella solidarietà, nell’integrazione, nel soccorso, per l’attività in favore dell’inclusione sociale, nella promozione della cultura, della legalità e per il contrasto alla violenza. Il presidente Mattarella – si legge nel testo – ha individuato, tra i tanti esempi presenti nella società civile e nelle istituzioni, alcuni casi significativi di impegno civile, di dedizione al bene comune e di testimonianza dei valori repubblicani».

«Com’è possibile? All’inizio ho pensato a uno scherzo telefonico. Mi sembrava una notizia troppo esagerata». Questa la reazione immediata della religiosa, impegnata sia come docente sia come membro di commissioni tecnico-scientifiche nell’inclusione e partecipazione attiva delle persone con disabilità, esperta in comunicazione aumentativa alternativa e Lis per l’accessibilità dei testi. All’Agenzia Sir racconta: «Mi torna in mente, nella Bibbia, il gesto di Davide, quando va in cerca di Merib-Baal, il figlio di Gionata, che era disabile, e lo invita alla sua tavola, dicendogli che sarà per sempre così: un gesto che ha una valenza politica – perché Davide era il re -, sociale, religiosa e culturale. Infatti, questo gesto dell’invito a tavola ha aiutato a rileggere la situazione della disabilità in modo nuovo. Questo  – prosegue – per dire che allora veramente quello che stiamo facendo tutti nella nostra realtà va oltre le quattro mura della parrocchia, perché ha una valenza anche in ambito sociale e civile».

Nell’onorificenza ricevuta suor Veronica vede anche un ringraziamento e un compimento. «Io sono figlia e sorella di persone con disabilità e ho parenti disabili – riferisce -. È come se sin dal grembo materno è una realtà che mi ha accompagnata e formata. Anche quello che ho vissuto diventa dono nella comunità». E richiama alla mente i volti, le persone e le famiglie che vivono la realtà della disabilità, così come i parroci, i catechisti e le associazioni che li accompagnano. «Mi commuove questa onorificenza perché è un grazie a noi che nel silenzio quotidiano facciamo gesti ordinari, osando, ma che ha eco fuori in ambito civile. È un grazie alla Chiesa che va in cerca di Merib-Baal, che a volte ha il volto del ragazzo con disabilità e della sua famiglia e con loro siamo a “tavola tutti”. Rimango senza parole perché è un riconoscimento civile  – osserva – e, quindi, significa che quello che noi facciamo come Chiesa ha smosso dentro e fuori».

La religiosa ricorda anche l’incontro del 10 giugno scorso insieme al presidente Mattarella: con lei c’erano anche il segretario generale della Cei Nunzio Galantino e Lavinia, una giovane disabile intellettiva. «È stato bello, come Merib-Baal è stata cercata e voluta alla tavola e ora siede per sempre (2 Sam 9,1-13), è evangelizzatrice con e nella comunità». L’onorificenza, perciò, è «l’effetto di quello che si fa nella quotidianità nelle nostre parrocchie e che si fa sentire nella società. È davvero la Chiesa in uscita che ci chiede Papa Francesco e che non è ferma solo a far sedere nelle prime file le persone con disabilità in chiesa, ma con loro crea una cultura nuova. È una Chiesa che insieme dice: o tutti o nessuno! Questa è la Bellezza!».

14 novembre 2016