Winckelmann e il Museo Capitolino nella Roma del Settecento

Ai Musei Capitolini un omaggio, in occasione degli anniversari della nascita e della morte, al fondatore dell’archeologia moderna Johann Joachim Winckelmann

In un momento storico in cui s’istituiscono corsi, anche online, di stampo anglosassone, il cui fine è di fornire, tramite manuali e lezioni, competenze e abilità per diventare uno studioso, il tedesco Winckelmann (1717-1768) ne offre un modello esemplare, autorevole.

La sua passione per l’arte antica, la ricerca della bellezza, della perfezione, in un gesto, un’espressione, una pennellata o altro, è stata sempre accompagnata e sostenuta da studi intensi e osservazione attenta delle opere. Pur essendo di modeste condizioni sociali (era figlio di un ciabattino), ricevette una buona educazione e istruzione, grazie alla quale ottenne una borsa di studio che gli consentì di visitare Roma.

Vent’anni dopo l’apertura, Winckelmann si recò ai Musei Capitolini, passandovi intere giornate: «Vivo come un artista e come tale sono accolto nei luoghi dove ai giovani è permesso di studiare, come nel Campidoglio. Qui è il Tesoro delle antichità di Roma e qui ci si può trattenere in tutta libertà, dalla mattina alla sera» scrive con entusiasmo ad un suo amico tedesco.

Rivoluzionario per l’epoca il suo metodo di osservazione: la ricerca della relazione tra le opere, le fonti e lo studio degli stili, per formulare una corretta interpretazione e attribuzione delle stesse. Nei tredici anni in cui ha soggiornato a Roma ha profuso il suo impegno nel «far luce sulla verità». «Novello Colombo», come lo definì Goethe, Winckelmann gettò le basi scientifiche dell’archeologia moderna. A lui si deve, ad esempio, la corretta interpretazione di alcune tra le più belle sculture del museo: il Galata morente era stato erroneamente considerato un gladiatore; figura che, per cultura e momento storico, mai avrebbe potuto essere opera di un greco.

Il “Tesoro di antichità”, la raccolta delle sculture ai Capitolini, contribuisce all’elaborazione del suo capolavoro “La storia dell’arte nell’antichità”, pietra miliare negli studi archeologici e storico-artistici. A quasi 300 anni dalla fondazione, l’allestimento dei Musei conserva un’impostazione 700esca, simile a quella del periodo in cui lo studioso soggiornò a Roma. In spazi espositivi diffusi, una mostra, dal titolo esemplificativo, “Il Tesoro di Antichità” rende un doveroso omaggio a Winckelmann. Consta di una selezione di 124 opere – tra sculture antiche, vedute e preziosi disegni, incisioni, ritratti etc.-, e, idealmente è come se fosse divisa in due sezioni. La prima, per così dire la più teorica, nello spazio dedicato alle mostre temporanee, ricostruisce le fasi dell’istituzione del museo, e lo studio sistematico dello studioso del patrimonio archeologico della città.

La seconda è più didascalica: è un invito a godere delle sculture attraverso il giudizio estetico dello storico tedesco, il cui influsso benefico rese i Capitolini il museo del museo, punto di riferimento per artisti, intellettuali, aristocratici, che nella seconda metà del ‘700 con il Gran Tour lo visitarono. Primo museo pubblico d’Europa, il cui modello si diffuse rapidamente in tutta Europa, i Capitolini segnarono la nascita di modalità del tutto nuove di fruizione dei beni artistici: un Tesoro di Antichità non più concepito come proprietà esclusiva di pochi, ma come luogo destinato all’avanzamento culturale della società.

Del resto, questo era l’intento di Papa Clemente XII quando acquistò 416 sculture della collezione Albani, per evitare che venissero vendute fuori Roma per i debiti contratti dal proprietario: donarle alla città per promuoverne «la magnificenza e splendore».

Il Tesoro di Antichità/Winckelmann e il Museo Capitolino nella Roma del ‘700. Musei Capitolini. Fino al 22/04/18. Curatori: E. Dodero e C. Parisi Presicce. Aperto tutti i giorni ore 9.30-19.30. Biglietto: Ingresso gratuito per i residenti a Roma nella prima domenica di ogni mese; Integrato (mostra e Musei Capitolini): Intero € 15;Ridotto € 13; Per i cittadini residenti nel territorio di Roma Capitale: Intero € 13; Ridotto € 11. Informazioni 060608.

 

 

9 febbraio 2018