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Yemen, irruzione di jihadisti in una scuola femminile di Aden

Nella stessa città dove sono state trucidate 4 Missionarie della Carità, i miliziani hanno segregato studentesse “colpevoli” di vestire all’occidentale

Nella stessa città dove sono state trucidate 4 Missionarie della Carità, i miliziani hanno segregato studentesse “colpevoli” di vestire all’occidentale

“I nostri fucili hanno sete e noi li dissetermeo col sangue di chiunque viola la legge di Dio”. Recitava così il volantino diffuso nei giorni scorsi ad Aden, la città portuale yemenita dove il 4 marzo uomini armati hanno fatto irruzione nella “Mother Theresa Home”, trucidando 4 Missionarie della Carità insieme ad altre 12 persone, tra collaboratori e ospiti della residenze. Nel mirino degli affiliati yemeniti di Daesh, questa volta, le donne, e in particolare le studentesse. Nel volantino, dal testo sgrammaticato, si ordinava a tutte, «studentesse comprese», di adeguare il proprio abbigliamento alel regole attribuite dai jihadisti alla legge islamica. Minacce di morte venivano rivolte verso «chiunque osa continuare a indossare i vestiti sconci degli ebrei, dei cristiani e degli infedeli».

Martedì 8 marzo, poi, alcuni uomini armati autoproclamatisi come affiliati allo Stato islamico, riferisce l’Agenzia Fides, hanno fatto irruzione in una scuola femminile, proprio con l’obiettivo di dare l’«ultimo avvertmento» alle studentesse che non avevano ancora messo in pratic al’ordine di adeguare l’abbigliamento alle regole imposte dalla propaganda jihadista. Le studentesse sono state tenute segregate nella scuola dai terroristi per lungo tempo, oltre l’orario scolastico.

9 marzo 2016