«Profonda preoccupazione». Save the Children e altre 14 organizzazioni usano queste parole per commentare, in una nota, la decisione della Coalizione guidata dall’Arabia Saudita di chiudere temporaneamente tutte le vie di accesso in Yemen, «ponendo di fatto il Paese in uno stato di isolamento». I firmatari del documento chiedono quindi la ripresa immediata delle operazioni umanitarie e la possibilità di inviare aiuti nel Paese, colpito da una grave crisi alimentare e da un’epidemia di colera.

La decisione della Coalizione è stata motivata con «la volontà di affrontare i casi di vulnerabilità nel corso del processo di ispezione, consentendo allo stesso tempo l’ingresso e l’uscita di aiuti e personale umanitario. Tuttavia, la Coalizione non ha fornito alcun chiarimento circa la durata del blocco né sulle modalità degli interventi umanitari», si legge nel documento. Secondo Save the Children, la chiusura di tutti i porti e delle via d’accesso terrestri «vuol dire impedire l’ingresso nel Paese di cure mediche salva-vita urgenti, con effetti potenziali su centinaia di migliaia di persone. Questa misura ridurrà notevolmente anche la quantità di cibo che entra nel Paese, con 1.200 tonnellate di aiuti alimentari e medicinali delle Nazioni Unite che hanno già subito forti ritardi nel percorso dal Gibuti allo Yemen». Qualsiasi riduzione delle importazioni e l’aumento dei prezzi alimentari inoltre, aggiungono da Save the Children, «aggravano di conseguenza la grave crisi alimentare e la diffusa malnutrizione infantile».

8 novembre 2017