Youssif III: «Cristiani perseguitati, l’Occidente resta inerte»
Print Friendly

Youssif III: «Cristiani perseguitati, l’Occidente resta inerte»

Condividi

La denuncia del patriarca siro-cattolico: «Aleppo è una città in rovina, l’Isis distrugge civiltà e persone». Spot di Aiuto alla Chiesa che soffre sulla tragedia siriana

Sono 200 milioni i cristiani perseguitati nel mondo, in Siria e in Iraq ormai non ne resta quasi più nessuno, e l’Occidente resta inerte. L’accusa è del patriarca siro-cattolico di Antiochia, Ignazio Youssif III Younan, che, su invito dell’associazione Aiuto alla Chiesa che soffre, prima in Campania, a Napoli, Caserta e Capua, infine il 28 gennaio a Roma, presso l’Associazione della Stampa Estera, ha raccontato la condizione siriana e della comunità cristiana nell’intero Medioriente.

Oltre a dare la sua testimonianza, il patriarca ha prestato il volto per uno spot prodotto da Acs per far conoscere a tutti la tragedia che sembra così lontana, ma, ha sottolineato Youssif III, invece ci coinvolge tutti: «Aleppo era uno dei centri economici e culturali della Siria, adesso è una città in rovina, così come Mosul in Iraq. Ci sono città dove non vi sono più tracce di cristiani, oppure, come in Kurdistan, sono profughi. Palmira – continua – una volta veniva chiamata “Tadmurto”, “il miracolo del deserto”. Questi barbari del Daesh – Isis – stanno distruggendo civiltà e persone».

Il patriarca racconta una situazione complessa, dove anche prima del terrorismo i cristiani erano costretti a sopravvivere tra mille difficoltà. Le associazioni stanno facendo molto ma è la politica che deve agire. Per il patriarca la stampa non riesce a raccontare come stanno andando le cose, anzi, dà una lettura che non rispecchia l’esperienza di chi ancora oggi vive nei territori in guerra. Un alleato quasi a sorpresa, mentre l’Europa e gli Stati Uniti restano incerti, si sta dimostrando la Russia: «La famiglia delle nazioni potenti non guarda al destino delle comunità vulnerabili e delle minoranze, i potenti guardano ai loro interessi geopolitici per chiaro opportunismo. Dove sono i valori dei Paesi occidentali per cui tanto hanno sacrificato?», chiede amaramente il patriarca. A diretta domanda diretta della stampa riguardo a Mosca invece risponde: «I russi non stanno intervenendo a favore di Assad, stanno aiutando concretamente il popolo siriano».

Quanto alle prospettive, per Youssif III «le buone intenzioni non sono sufficienti. Un gruppo di nazioni come l’Unione Europea doveva analizzare a fondo la situazione per capire come risolvere questo enorme problema. Avevo detto sin da maggio 2011 che il tessuto siriano era troppo complesso e che era impossibile pensare veramente a una primavera araba». Il patriarca però ritene che qualcosa potrebbe muoversi: «Adesso non resta che aspettare Ginevra 3», ovvero il terzo incontro internazionale sulla Siria.

«Aiuto alla Chiesa che soffre, fondazione di diritto pontificio, nel 2016 ha deciso di dedicare gran parte della sua esperienza a far sì che tutte le stragi in Siria e in Iraq non provochino assuefazione, ma l’incremento della nostra capacità di reazione», spiega la portavoce Marta Petrosillo. Dall’inizio della crisi in Siria nel marzo del 2011, Acs ha realizzato progetti a sostegno della popolazione siriana per un totale di oltre 10milioni e 380mila euro. Di questi, 6milioni e 200mila euro (circa il 60% del totale) sono stati donati nel solo 2015, con particolare attenzione alle città maggiormente colpite dalla guerra, come Homs, Aleppo e Damasco.

Altri appuntamenti e progetti saranno realizzati nei prossimi mesi e sabato 30 gennaio Acs sarà presente con uno stand al Circo Massimo in occasione del Family day: «Nei prossimi mesi – afferma Alessandro Monteduro, direttore di ACS Italia – ci avvarremo di tutti gli spazi che ci verranno dati. Dobbiamo fare in modo che il cristianesimo non scompaia nei luoghi in cui è nato».

29 gennaio 2016