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Zimbabwe, l’appello dei vescovi: «Elezioni libere ed eque»

I presuli si sono pronunciati con un richiamo a «mantenere l’interessa della nazione come priorità e continuare a lavorare instancabilmente per accelerare il ritorno alla normalità»

Dopo l’espulsione di Robert Mugabe dal partito Zanu-Pf – che non ha intaccato la sua ferma convinzione a restare presidente della nazione – i vescovi dello Zimbabwe, riuniti in preghiera per il loro Paese, si sono pronunciati con un richiamo a «mantenere il migliore interesse della nazione come priorità e continuare a lavorare instancabilmente per una pacifica fine della crisi e per accelerare il ritorno alla normalità».

In un messaggio diffuso ieri, domenica 19 novembre, i presuli hanno ribadito che è tempo di «un processo democratico inclusivo e partecipativo», che porti lo Zimbabwe a una «normalità durevole»: occorre quindi «includere tutti i cittadini dello Zimbabwe nella loro diversità e nella loro unicità» e «sviluppare una cultura di elezioni libere ed eque, di referendum e consultazioni». Ancora, i vescovi invitano tutti a esercitare «grande moderazione e pazienza in questi tempi di tensione» e ad astenersi «da ogni illegalità o da qualsiasi azione indiscriminata che possa peggiorare la situazione».

Le parole dei vescovi si sono indirizzate in modo particolare a opinion leader e media, perché «si astengano da comportamenti e affermazioni che aumentano la tensione, generano odio o infiammano le emozioni». Da ultimo, un promemoria: «Ricordiamoci che alle persone accusate di crimini deve sempre essere accordato il giusto processo e la protezione della legge e che il ruolo dei Tribunali civili come arbitri indipendenti continua senza impedimenti come previsto dalla Costituzione e come promesso dalle Forze di difesa dello Zimbabwe (Zdf)».

20 novembre 2017