580 rifugiati etiopi trasferiti dall’Unhcr in Sudan

All’inizio del nuovo anno l’Agenzia Onu continua a registrare nuovi arrivi di persone in fuga dalla regione del Tigray. Oltre il 30% ha meno di 18 anni

Con l’inizio del nuovo anno, non si ferma il flusso di rifugiati in arrivo al confine tra Sudan ed Etiopia registrato dall’Unhcr, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati. Fuggono dalla regione del Tigray, dopo essere rimasti «intrappolati nel conflitto ed essere caduti vittime di vari gruppi armati, restando esposti a situazioni pericolose quali saccheggi delle proprie case, reclutamento forzato di uomini e ragazzi, violenza sessuale ai danni di donne e bambine», riferiscono dall’Unhcr riportando le testimonianze degli ultimi arrivati. Ma l’esodo dura da tempo: dall’inizio di novembre oltre 56mila rifugiati etiopi sono fuggiti verso il vicino Sudan.

«I rifugiati – informano ancora dall’Unhcr – arrivano pressoché privi di effetti personali ad eccezione degli indumenti portati in spalla, affaticati e in condizioni di fragilità dopo giorni di viaggio. Si stima che oltre il 30 per cento di loro abbia un’età inferiore ai 18 anni e che il 5 % sia composto da ultrasessantenni». Supportando la risposta del governo sudanese, Unhcr e Commissione sudanese per i rifugiati continuano a trasferirli dalle aree di arrivo verso i campi rifugiati designati, nell’entroterra, nello Stato sudanese di Gadaref. A breve sarà aperto un secondo campo rifugiati a Tunaydbah, a circa 136 km dalla città di Gadaref.

Da domenica 3 gennaio, 580 rifugiati sono stati trasferiti a Tunaydbah dal sito di accoglienza Villaggio 8; previsti ulteriori trasferimenti dal campo di Hamdayet. Entrambi i siti sono sovraffollati e la loro ubicazione a ridosso del confine mette sempre più a rischio l’incolumità e la sicurezza dei rifugiati. A Tunaydbah, dove all’arrivo sono assicurati pasti caldi, finora sono state piantate mille tende, capaci di ospitare fino a 5mila persone. Alla fine del 2020, per la risposta regionale dell’Unchr all’emergenza in corso nella regione etiope del Tigray risultavano impegnati 40 milioni di dollari, una cifra che copre solo il 37% dei fondi richiesti in Sudan, Etiopia e Gibuti.

7 gennaio 2021