8 marzo: «Promuovere il protagonismo delle donne, sfida strategica per il Paese»

Il ministro Bonetti (Pari Opportunità e Famiglia) al web talk organizzato da Acli Roma, con la presidente Borzì e la giornalista Rai Giovanna Botteri

“Mi vanto di essere donna. Storie di donne tra ostacoli, opportunità e proposte”: questo il titolo del welb talk promosso dalle Acli provinciali di Roma in vista della Giornata della donna, che si è svolto ieri, 1° marzo. «Oggi parlare di empowerment femminile significa riconoscere che il nostro Paese ha una sfida strategica che deve interpretare: promuovere il reale e fattivo protagonismo delle donne in tutti i contesti sociali, lavorativi, economici, famigliari e relazionali – ha affermato il ministro per le Pari opportunità e la Famiglia Elena Bonetti. Si tratta – ha aggiunto – non solo di promuovere un Paese più giusto e inclusivo ma soprattutto di dare vita a un modello di sviluppo che sia davvero per tutte e per tutti, e capace di essere all’altezza della sfida storica che abbiamo davanti».

A testimoniare con la sua esperienza è intervenuta anche la giornalista Rai Giovanna Botteri, secondo cui «noi donne con il nostro vissuto possiamo cambiare la narrativa; e questo è fondamentale perché significa cambiare davvero la società, capire, spiegare, andare a fondo. Il nostro modo di fare le cose è così forte e così vero che può cambiare il corso della storia. Per farlo, però – ha proseguito -, bisogna essere in tante, avere coraggio e crederci. Esiste una cultura della violenza, del bullismo della sopraffazione, che è intollerabile e occasioni come quella di oggi sono importanti per riuscire a cambiare questa narrazione. È una battaglia che va fatta per lasciare alle nostre figlie e ai nostri figli un mondo migliore».

Per la presidente delle Acli romane Lidia Borzì, sono tre «i fili trainanti per un pieno e necessario riconoscimento delle donne a tutto tondo: il primo è senza dubbio il lavoro dignitoso, quello che dà tutele e diritti, in termini di sicurezza, salute, retribuzione equa. E per la donna in particolare significa non solo autonomia ma riconoscimento della propria dignità». Strettamente collegato a questo il secondo filo trainante: il welfare. «C’è urgenza e necessità di un welfare generativo e sartoriale che accompagni, promuova e moltiplichi le opportunità delle donne, non costringendole a scegliere tra famiglia e lavoro», è l’analisi di Borzì. Ancora, «il terzo e ultimo filo trainante riguarda l’uguaglianza nelle opportunità, ovvero la necessità di una virtuosa competizione, nel segno della meritocrazia, che non consideri le donne una specie da proteggere ma neanche le penalizzi, come spesso accade. No, quindi, alle “quote rosa” – ha ribadito la presidente delle Acli provinciali – e sì alle “quote di merito”, ovvero essere giudicati per quello che effettivamente una persona vale, in termini professionali e relazionali, indipendentemente dal sesso di appartenenza».

2 marzo 2021