A Gaza per la fame si mangia erba

La denuncia di ActionAid: «Non c’è più nessun posto dove fuggire». Il timore di un’imminente invasione di terra a Rafah e la richiesta di cessate il fuoco

«A Gaza non c’è più nessun posto dove fuggire». L’ennesima denuncia arriva da ActionAid, che esprime le preoccupazioni per un’imminente invasione di terra a Rafah. L’area è abitata al momento da oltre 1,4 milioni di persone, vale a dire più di 5 volte la sua popolazione abituale: qualsiasi attacco, avvertono dall’organizzazione, «causerebbe senza dubbio un alto numero di vittime e renderebbe la distribuzione degli aiuti ancora più difficile».

Più dell’85% dei 2,3 milioni di abitanti della Striscia è stato costretto a lasciare le proprie case negli ultimi quattro mesi, e molti sono stati sfollati più volte. «L’enorme afflusso di persone a Rafah ha già messo a dura prova le infrastrutture e le risorse, eppure le persone continuano ad arrivare a migliaia. Il sovraffollamento è estremo, con ogni spazio disponibile occupato da tende». E intanto il cibo diventa sempre più scarso. Tanto che la gente, riferiscono da ActionAid, è arrivata a mangiare l’erba.

«Ogni singola persona a Gaza è ora affamata e la gente ha solo 1,5-2 litri di acqua non potabile al giorno per soddisfare tutti i bisogni primari. Senza cibo a sufficienza e senza vestiti adeguati al freddo e alle piogge, le persone sono più suscettibili alle malattie e alle infezioni che si stanno rapidamente diffondendo tra la popolazione», sottolineano.

Lo racconta Iman, madre di quattro figli, che vive attualmente in un campo sfollati. Sia lei che il marito sono gravemente ipovedenti. «È molto difficile per una persona ipovedente vivere in una tenda. Non posso fare il bucato, non posso cucinare e non posso accendere il fuoco per cucinare. L’inquinamento ambientale provoca diarrea, vomito e mal di stomaco, per non parlare del disagio emotivo che stiamo affrontando. Anche chi è sopravvissuto alla Nakba del 1948 ha detto che questi sono tempi più bui da allora. Per fortuna il pane è di nuovo disponibile, ma purtroppo non abbiamo i soldi per acquistarlo».

A soffrire di più, prosegue Iman, sono i figli. «Hanno solo i vestiti che indossano. È così difficile vedere i propri figli soffrire di incontinenza a causa della paura della guerra. I bambini bagnano i loro vestiti, e non hanno nulla da indossare finché non vengono lavati e asciugati. Ciò di cui ho bisogno in questo momento sono vestiti e cibo per i miei figli, cibo nutriente. I capelli dei bambini stanno cadendo».

A dare voce alla «profonda preoccupazione» dell’organizzazione è Riham Jafari, coordinatrice Advocacy e Comunicazione di ActionAid Palestina. «Dobbiamo essere assolutamente chiari – afferma -: qualsiasi intensificazione delle ostilità a Rafah sarebbe assolutamente disastrosa. Più di 27mila  persone sono già state uccise in questo incubo che dura da mesi: dove mai dovrebbe andare la popolazione di Gaza, stremata e affamata? Le persone sono ormai così disperate che mangiano erba nell’ultimo tentativo di evitare la fame. Nel frattempo – aggiunge -, infezioni e malattie dilagano in condizioni di sovraffollamento. L’unica cosa che impedirà a questa situazione di andare ancora più fuori controllo è un cessate il fuoco immediato e permanente: è l’unico modo per impedire la perdita di altre vite e per consentire l’ingresso di aiuti salvavita nel territorio».

9 febbraio 2024