A San Basilio nasce la Palestra della Legalità

In un locale sottratto ai pusher, è gestita dalle Fiamme Oro. Inaugurazione con i ministri Piantedosi (Interno) e Abodi (Sport). Cozzoli (Sport e Salute): «Lo sport al servizio di zone ai margini». Il sindaco Gualtieri: «Esempio di collaborazione tra istituzioni e territorio»

Un presidio di cittadinanza attiva, per scardinare la cultura della mafia e della criminalità attraverso la cultura dello sport accessibile a tutti. È la “Palestra della Legalità – Opera don Giustino”, il progetto nato da un protocollo d’intesa siglato tra Sport e Salute e il ministero dell’Interno e inaugurato ieri, 23 gennaio, nel quartiere San Basilio di Roma, alla presenza di personalità del mondo della politica e dello sport. La palestra – costruita all’interno di un locale sottratto ai pusher – verrà gestito dal Gruppo sportivo Fiamme Oro della Polizia di Stato. «Posti come questo – ha spiegato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi – possono e devono contribuire a dare una diversa visione e immagine dello sport. Non un rito tribale di divisione tra “noi” e “loro” ma un’occasione di crescita e sviluppo per i ragazzi, anche e soprattutto in quartieri difficili».

La realtà romana sarà inoltre «un esempio di collaborazione tra istituzioni e territorio, per la creazione di un presidio di legalità attraverso lo sport», ha aggiunto il sindaco della Capitale  Roberto Gualtieri. La precedente amministrazione guidata da Virginia Raggi – anche lei presente all’inaugurazione – ha sgomberato un immobile nelle mani di delinquenti e spacciatori «e noi abbiamo portato avanti il lavoro per finalizzarlo». Sport e Salute lo ha reso agibile, mentre la stessa polizia «offrirà la disponibilità di istruttori e insegnanti», in particolare, in questa fase iniziale,  per quanto riguarda il pugilato.

Nelle parole di Vito Cozzoli, presidente di Sport e Salute, il progetto è una prova «della capacità dello sport di essere al servizio di zone di degrado e ai margini». Lo dimostra il fatto che proprio da San Basilio è partita una delle iniziative cardine di Sport e Salute: “Sport di tutti”. «Con luoghi come la Palestra della Legalità – ha spiegato – puntiamo a coinvolgere oltre 12mila società sportive e il terzo settore in tutta Italia, per permettere a circa un milione e centomila persone di fare sport gratuitamente». Una macro-iniziativa, quest’ultima, che prevede lo stanziamento di oltre 15 milioni di euro su tutto il territorio nazionale da suddividere tra quartieri, carceri, parchi e, appunto, periferie.

La soddisfazione per l’iniziativa, però, non deve far dimenticare l’attenzione a scardinare ogni tentativo di degrado e criminalità, anche piccola. Questo l’appello lanciato dal ministro dello Sport Andrea Abodi. «Si tratta di un progetto simbolo e per questo non deve rimanere unico nel suo genere. Attraverso questi luoghi – ha sottolineato – il resto della città e del Paese devono affrontare l’annoso tema delle periferie». Queste ultime, infatti, secondo il ministro, sono legate ancora a problematiche di arretratezza, disagi e povertà. Dovrebbero essere, invece, «un luogo di inclusività, coesione e accessibilità».

«Con la Palestra lo Stato e i residenti onesti si riappropriano di una parte del loro territorio, prima sottratto dalla malavita», sono le parole di don Antonio Coluccia, sacerdote fondatore dell’Opera don Giustino e da anni sotto scorta proprio per la sua attività di contrato a spaccio e delinquenza. «Così – ha aggiunto – rimuoviamo gli ostacoli, come ci chiede l’articolo 3 della Costituzione», che ribadisce la «pari dignità sociale» di tutti i cittadini davanti alla legge, «senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali». Infine, un ultimo auguro dal ministro Piantedosi: «Speriamo di rivederci tra qualche anno con una medaglia d’oro al collo di chi he ha avuto la possibilità di vivere questa Palestra».

24 gennaio 2023