A San Lorenzo un “condominio sociale” per persone senza dimora

Il progetto, annunciato dal Campidoglio, prenderà il via ad agosto in un palazzo confiscato alla criminalità organizzata. Percorsi personalizzati verso l’autonomia

Nascerà in un palazzo confiscato alla criminalità organizzata nel cuore di San Lorenzo il “condominio sociale” di Roma Capitale per persone senza dimora. Il progetto, che prenderà avvio nel mese di agosto anche grazie a fondi europei, punta ad accompagnare gli ospiti in un percorso personalizzato verso l’autonomia, a partire da quella abitativa fino a quelle lavorativa e sociale. Si tratta di un palazzo in via dei Reti, con sei appartamenti, affiancati anche da spazi comuni, che potranno ospitare fino a 14 persone.

L’obiettivo, informa una nota del Campidoglio, è «andare oltre una visione prettamente assistenziale, facendo trovare nel “condominio sociale” non solo un alloggio ma anche condivisione di compiti e impegni quotidiani, confronto emotivo ed esperienziale, senso di appartenenza ad un gruppo e stimolo verso un percorso di progressivo recupero e integrazione sociale». Tutti gli ospiti saranno supportati da figure professionali presenti in modo regolare. Saranno attivati programmi personalizzati di accompagnamento, cura e percorsi di reinserimento sociale e lavorativo, anche attraverso l’erogazione di voucher per la formazione e stage, con l’intento di arrivare gradualmente, al massimo nell’arco di due anni, alla fuoriuscita dall’ospitalità temporanea e quindi alla piena autonomia.

Soddisfazione nelle parole del sindaco di Roma, Virginia Raggi, «Questo progetto è un contributo concreto al riscatto di persone che hanno vissuto un contesto di estrema fragilità e marginalizzazione, un segnale forte che vogliamo dare alla città. Puntiamo fortemente sulle nostre strutture di accoglienza, perché è fondamentale rispondere alle situazioni di emergenza, ma la risposta per essere completa ed efficace deve sempre essere tesa all’orizzonte del reinserimento, sociale e lavorativo, alla riappropriazione dell’autonomia e della qualità della vita di ciascuno. Questo è il nostro obiettivo».

L’assessore alla Persona, scuola e comunità solidale Veronica Mammì parla di «un servizio innovativo del Comune ispirato anche ai principi dell’Housing first, “prima la casa”, per il contrasto alla grave marginalità sociale. Il fatto stesso che questo progetto al servizio dei più fragili prenda avvio in un immobile confiscato alla criminalità organizzata – osserva – è un importante segnale che diamo alla città. L’impegno dell’amministrazione è massimo per riconvertire questi spazi, dando vita a servizi e forme alternative di residenzialità per persone in condizioni di fragilità, tra cui persone senza dimora, persone anziane, donne vittime di violenza e neomaggiorenni in condizione di vulnerabilità. In questi progetti, basati soprattutto sul cohousing, gli ospiti sono soggetti attivi».

31 luglio 2020