A San Tommaso Moro la Via Crucis virtuale per il quartiere

Ogni stazione abbinata a una specifica realtà della comunità. I racconti di vita “cuciti insieme” da tre giovani: «Nuove strade per pregare insieme»

Nella parrocchia di San Tommaso Moro, nel quartiere San Lorenzo, da tanti anni la Via Crucis nei venerdì di Quaresima attraversa le strade del territorio, con le 14 stazioni collocate in determinati luoghi-simbolo. Quest’anno le necessarie misure di contenimento in vigore a motivo dell’epidemia di coronavirus rendono impossibile mantenere fede a questa tradizione. Il parroco don Andrea Lonardo e il gruppo di laici che curano la liturgia hanno però trovato un modo «virtuale ma assolutamente reale – spiega il sacerdote – per abbracciare il quartiere e pregare tutti insieme». Venerdì sera, 3 aprile, alle 21, tramite una diretta sulla pagina Facebook della parrocchia monsignor Lonardo aprirà la Via Crucis che poi, grazie a un video messo on-line sullo stesso canale digitale, si snoderà per le vie del territorio. «Per ogni stazione – illustra – prima verrà mostrata una panoramica della zona interessata e poi si entrerà nelle case dei parrocchiani o in alcune realtà di servizio per ricevere una testimonianza di vita».

In particolare, «non verranno proposte delle meditazioni sulle singole tappe della Passione – aggiunge Viviana, referente del gruppo liturgico che coordina questa iniziativa – ma ciascuna voce coinvolta risponderà alla domanda sul come nella sua vita è presente Gesù oggi, in questo particolare momento di emergenza sanitaria». Tuttavia, sottolinea ancora, ogni stazione «è stata contestualizzata e abbinata dal parroco a una specifica situazione e realtà», in sintonia con i momenti del cammino doloroso di Gesù fino alla croce sul Calvario.

Così, ad esempio, la sesta stazione, con Gesù flagellato e coronato di spine, troverà spazio nel Poliambulatorio della Caritas di via Marsala, con la testimonianza di Giulia, parrocchiana di San Tommaso Moro e responsabile della struttura, in questi giorni impegnata ad assistere chi è più fragile. Ancora, Antonio e Francesca, padre e figlia, lui oncologo e lei farmacista, daranno voce alla dodicesima stazione, quando Gesù, dalla Croce, affida la Madre al discepolo Giovanni. E poi la testimonianza di Manuela che, da poco laureata in scienze infermieristiche, ha risposto all’appello del governo a medici e infermieri: subito è stata assunta al Policlinico Umberto I, svolgendo il suo primo giorno di lavoro in un reparto Covid-19. A lei la consegna di raccontare quello che sta vivendo guardando al Cireneo che aiutò Gesù a portare la Croce.

videoconferenze universitari, marzo 2020Ci saranno poi i giovani universitari in rappresentanza dei tanti, anche fuori-sede ed Erasmus, che abitano il quartiere prossimo alla Sapienza. «Continuiamo a riunirci settimanalmente grazie alle video-conferenze on-line – racconta Anna, animatrice del gruppo dedicato agli studenti -; molti di loro sono matricole provenienti un po’ da tutta Italia e che per la prima volta trascorreranno una Pasqua diversa, lontano dalla famiglia». I tre coinquilini Alberto, pugliese, Elisa, molisana, e Anna, veneta, hanno curato la tredicesima stazione, quella relativa alla morte di Gesù sulla Croce; Vanessa, che vive nella Casa dello studente del quartiere, ha fatto propria l’undicesima stazione, con la promessa del Regno al buon ladrone, mentre Valeria, giovane maturanda, la decima, con la crocifissione e le vesti di Gesù tirate a sorte tra i soldati romani.

Oltre a entrare virtualmente nelle abitazioni, la speciale Via Crucis coinvolge anche due realtà comunitarie della parrocchia. La prima è quella delle Suore Operaie che quotidianamente, anche e soprattutto in questa fase emergenziale, aiutano i poveri del quartiere che frequentano le zone delle mura di San Lorenzo e di via Marsala, dando loro del pane fresco e dei pasti caldi. In particolare suor Marta racconterà di come si è ritrovata a vivere la quarantena a Bergamo dall’8 marzo; salita in Lombardia per prendere parte alla cerimonia di consacrazione di una novizia, animatrice del gruppo giovani della parrocchia, ora sta prestando servizio per aiutare le suore malate di quella comunità che ha già visto morire cinque di loro. Ancora, la testimonianza di suor Maria Luisa, delle suore Minime del Suffragio che nel quartiere accolgono giovani ragazze-madri in difficoltà; a loro è stata affidata la terza stazione, con Gesù condannato dal Sinedrio.

Tutti i racconti di vita sono stati cuciti insieme da tre giovani della parrocchia: «Abbiamo lavorato giorno e notte – dice Matteo, uno di loro, la cui discussione di laurea in Scienze statistiche è stata posticipata di un mese a causa dell’epidemia – per fare in modo che arrivi a tutti un unico messaggio è cioè che la fede è essenziale e non può essere messa da parte mai». Ecco perché «abbiamo trovato nuove strade per poter pregare insieme – conclude -. Anche questa, fatta tramite Facebook e Youtube, è liturgia».

1° aprile 2020