A Santa Lucia uno spazio ricreativo per bambini

Nella parrocchia di Circonvallazione Clodia il progetto per i piccoli di 2-6 anni. Il parroco Nicolai: «Vogliamo dare supporto alle famiglie giovani»

Nella parrocchia di Circonvallazione Clodia il progetto per i piccoli dai 2 ai 6 anni. Il parroco monsignor Nicolai: «Vogliamo dare supporto alle famiglie giovani»

Partito con il mese di marzo nei locali della parrocchia di Santa Lucia, sulla Circonvallazione Clodia, il progetto dello spazio ricreativo rivolto ai bambini tra i 2 e i 6 anni. Il lunedì, il martedì e il giovedì dalle 16 alle 19 alcune sale del complesso parrocchiale saranno messe a disposizione per permettere ai bambini di conoscersi, giocare e partecipare a laboratori creativi, sotto la sorveglianza di personale volontario e qualificato. Un progetto pilota – realizzato in collaborazione con la onlus Acai (Associazione cristiana artigiani italiani) e la cooperativa Phoenix scarl – che punta a realizzare uno spazio ricreativo qualificato, totalmente gratuito per il pubblico, basato sulla collaborazione tra la parrocchia e le famiglie.

«Con lo “spazio baby” parrocchiale vogliamo dare supporto alle famiglie giovani, in cui tutti e due i genitori lavorano e non riescono, per vari motivi, ad accedere agli asili comunali o alle altre validissime strutture private presenti sul territorio – spiega il parroco monsignor Antonio Nicolai -. Per ora saremo aperti tre giorni a settimana, per capire se l’iniziativa può essere utile e trovare una sua dimensione nel quartiere, poi speriamo di poterci attivare per tutto l’anno scolastico».

Sostegno e aiuto ai genitori – «la cui presenza e collaborazione è fondamentale» – e un’attenzione speciale anche all’educazione religiosa dei bambini, senza però mai entrare in concorrenza con le strutture già esistenti: questi gli elementi alla base di un esperimento che prelude ai progetti della parrocchia per la prossima estate. «Nei mesi di giugno e luglio ci piacerebbe attivare il centro estivo, aperto a tutti i bambini della zona, per dare una mano ai genitori nei mesi in cui i bambini non sono a scuola – conclude don Antonio -. Le famiglie rimangono prime responsabili della crescita e del benessere del bambino, e vanno sempre sostenute e aiutate».

3 marzo 2015