A Sant’Andrea delle Fratte la preghiera alla Vergine di Lourdes

Dopo la processione partita da piazza di Spagna, i fedeli hanno recitato il rosario per i malati e chi si trova in difficoltà. Il vescovo Leuzzi: «Dio ci ama senza contropartita, senza aspettarsi nulla»

Un’emozione speciale per tanti romani devoti ma anche per i molti turisti che martedì 10 febbraio, passando per piazza di Spagna, avvolta da un silenzio insolito per il centro città, hanno visto incedere la statua della Vergine di Lourdes e le reliquie di santa Bernadette giunte a Roma in occasione della 23ª Giornata mondiale del malato che si celebra l’11 febbraio. La processione aux flambeaux, guidata da monsignor Lorenzo Leuzzi, vescovo incaricato del Centro per la pastorale sanitaria della diocesi, ha avuto inizio alle 18.30 sotto la Colonna dell’Immacolata Concezione e si è conclusa, dopo la recita del Rosario, al vicino santuario di Sant’Andrea delle Fratte con una veglia di preghiera alla presenza di monisgnor Jacques Perrier, vescovo emerito della diocesi di Lourdes e di monsignor Matteo Maria Zuppi, vescovo ausiliare del settore Centro.

Era stato lo stesso Papa Francesco, domenica 8, nell’Angelus, a benedire questa iniziativa organizzata dalla pastorale diocesana Sanitaria, dall’Unitalsi e ospitata dall’Ambasciata di Spagna presso la Santa Sede, invitando alla riflessione sul libro di Giobbe da cui sono tratte le parole che definiscono il tema della giornata di quest’anno: «Sapientia cordis. Io ero gli occhi per il cieco, ero il piede per lo zoppo». «Un invito forte – ha commentato monsignor Andrea Manto, direttore del Centro per la pastorale sanitaria del Vicariato – ad aprire gli occhi sulla diffusa “cultura dello scarto”»; così, la processione di martedì sera è stata «non solo preparazione spirituale alla festa della Madonna di Lourdes ma anche un segno per dire che siamo un popolo che cammina insieme, al passo coi più deboli».

Tanti gli anziani e i malati, davanti, a guidare il corteo, accanto a loro i volontari dell’Unitalsi: «Siamo qui – ha spiegato Andria, una delle “dame bianche” – per donare un sorriso a chi soffre e per porre l’accento sulle tante necessità in questo momento storico difficile specie per chi ha meno». La presenza della statua della Madonna di Lourdes è segno di speranza per molti: «Prego che aiuti la città e tutti i romani», ha detto Mirella, devota e parrocchiana di Sant’Andrea delle Fratte, mentre Fabio, arrivato dall’Alberone con la moglie, i figli e la suocera ha pregato non solo per sé, come fece a Lourdes tre anni fa, in seguito a un ictus, «ma anche per ciascuno: la preghiera non è mai egoista».

Per ogni mistero del Rosario, un’invocazione e un’intenzione particolari: per le mamme in attesa, per i volontari che curano i malati, per le madri coraggio che hanno dei figli disabili, per le famiglie che educano alla fede, per i giovani che di quella fede sono alla ricerca. Nel corso della veglia, poi, monsignor Leuzzi ha ricordato come l’amore debba essere sempre disinteressato, come quello di Maria: «Lourdes e il suo mistero – ha detto – ci ricordano che Dio ci ama senza contropartita». Non bisogna temere la nostra imperfezione ma «ricordare che Lui ci dà senza aspettarsi nulla – ha continuato -, e la Giornata del malato non può che essere un monito in questo senso: il Signore ci ama senza condizioni».

11 febbraio 2015