Accordo Ue-Turchia, «illegale e inumano»

Save the Children denuncia il piano di rinvii dei migranti dalla Grecia verso i porti turchi. «A rischio il principio della protezione internazionale»

Save the Children denuncia il piano di rinvii dei migranti iniziato il 4 aprile dalla Grecia verso i porti turchi. «A rischio il principio stesso della protezione internazionale»

Iniziati i primi rinvii di migranti dalla Grecia verso la Turchia, con oltre 200 imbarcazioni scortate dalle autorità verso i porti turchi, Save the Childrendenuncia la mancanza di tutele per le persone respinte e chiede ai leader europei di «ripensare urgentemente la loro proposta, sospendendo tutti i trasferimenti verso la Turchia fino a quando ci sarà la garanzia che coloro che necessitano di protezione internazionale possano effettivamente riceverla». Per l’associazione, il modo in cui si sta implementando l’accordo siglato tra Ue e Turchia è «illegale e inumano». A parlare è Simona Mortolini, responsabile del team di Save the Children in Grecia: il rischio, spiega, è di «minare il principio stesso della protezione internazionale per le persone vulnerabili in fuga da guerre e persecuzioni». Di qui l’invito ai leader europei a «sospendere i rinvii fino a quando non saranno messe in atto le necessarie salvaguardie legali e procedurali che assicurino il rispetto dei diritti umani».

Dall’entrata in vigore dell’accordo tra Bruxelles e la Turchia, il 20 marzo scorso, anche i bambini vulnerabili e le loro famiglie appena arrivati in Grecia, a prescindere dal loro status, sono stati sottoposti a detenzione in strutture chiuse sulle isole greche fino a quando, in seguito a colloqui individuali, viene emessa una valutazione sulla loro ammissibilità. Un procedimento, denunciano da Save the Children, che può durare settimane o addirittura mesi.Oltre mille i piccoli rinchiusi nel centro di detenzione di Moria, sull’isola di Lesbo, molti dei quali in viaggio da soli. In quel centro, avverte Mortolini, «la situazione si sta deteriorando rapidamente. Ci sono famiglie e bambini che stanno dormendo all’aperto, stendendo coperte sottili sulla terra fredda, perché non c’è posto per loro nei centri di ricezione sovraffollati. Il campo era stato inizialmente predisposto per accogliere qualche centinaio di persone in transito per un giorno al massimo. Ora ne ospita circa 3.300 e molti di loro vi sono rinchiusi da oltre una settimana».

La gente, riferisce la responsabile di Save the Children, «continua ad arrivare sull’isola e il numero di famiglie detenute nel centro continua a crescere ogni giorno. Si tratta di una situazione estremamente pericolosa per i bambini e siamo preoccupati per il loro benessere fisico e mentale, specialmente per i minori che viaggiano soli». Numerose le proteste: «Alcune persone ci hanno detto che tenteranno il suicidio se verranno rimandati in Turchia, alcuni hanno detto che salteranno giù dalle barche. Queste persone sono veramente disperate: hanno venduto tutti i loro averi per pagarsi il viaggio dalla Turchia alla Grecia, rischiando la vita durante la traversata e non hanno nulla a cui ritornare, né in Turchia, né nei loro Paesi d’origine devastati dalle guerre, dalla violenza dilagante e dall’insicurezza».

5 aprile 2016