Addio a Sassoli, costruttore di un’Europa solidale

Sant’Egidio e Centro Astalli ricordano l’impegno per il bene comune. Perego (Migrantes): «In prima linea per una democrazia diffusa». Il cordoglio dell’Ucei

«Uomo leale, per cui l’essenza della politica è lavorare per il bene comune e non solo per quelli della propria parte, fedele ai principi di democrazia e umanesimo di cui è portatrice la storia dell’Europa». Dalla Comunità di Sant’Egidio ricordano così David Sassoli, il presidente del Parlamento europeo scomparso nella notte tra 10 e 11 gennaio 2022, all’età di 65 anni, che appena il 30 novembre scorso «aveva partecipato alla nostra Giornata internazionale contro la pena di morte, con un messaggio pieno di speranza per l’avanzamento di questa battaglia, di cui era fermamente convinto e che definiva “un dovere morale irrinunciabile”. Per l’Europa e per tutti». Ripercorrendo prima gli anni della formazione – «cattolico, democratico, giovane e uomo del dialogo» -, quindi il suo itinerario professionale e politico, sottolineano in particolare il suo impegno al Parlamento europeo, «di cui è stato un presidente stimato da tutte le parti politiche. È riuscito a farsi orientare da quegli ideali di umanità e giustizia – si legge nella nota di Sant’Egidio -, che sono oggi più che mai indispensabili per guidare le istituzioni, per una Unione capace di incarnare un progetto di democrazia umanista, proprio a partire dal rispetto dei diritti umani e della protezione dei più fragili». In questa direzione anche la sua adesione all’appello “Senza anziani non c’è futuro” contro “una sanità selettiva” e a favore della domiciliarità delle cure, lanciato da Sant’Egidio all’inizio della pandemia di Covid 19.

Anche il Centro Astalli esprime profondo cordoglio per la prematura scomparsa di Sassoli, presidente del Parlamento Europeo. «Siamo addolorati per la perdita di un amico da sempre impegnato a difendere i diritti dei migranti forzati in Europa – afferma il presidente Camillo Ripamonti -. La sua tenace dedizione nella costruzione di un’Europa solidale, democratica, costruttrice di pace, di dialogo, di ponti è stata quotidiana e certosina. La sua determinazione nel battersi per un’Unione europea capace di salvare, accogliere, proteggere uomini e donne in fuga da guerre, persecuzioni, ingiustizie – aggiunge – sono stati sprone e baluardo in questi anni difficili di battaglie per i diritti umani per tante realtà della società civile organizzata e tutti quei cittadini che vogliono un’Europa senza muri».

Nelle parole dell’arcivescovo Gian Carlo Perego, presidente della Fondazione Migrantes, il presidente del Parlamento europeo «ci ha dimostrato che la politica può essere la più alta forma di carità, come ci ha ricordato Papa Francesco nell’enciclica Fratelli tutti, perché mette al centro la persona, soprattutto i più deboli, tra cui i migranti», si legge su migrantesonline.it. Sassoli, prosegue Perego, «si è impegnato in una democrazia diffusa, di cui l’Europa doveva essere lo strumento, che trova nell’allargamento della cittadinanza un luogo importante per costruire partecipazione e responsabilità». Lo scorso 9 novembre, impossibilitato a partecipare alla presentazione del Rapporto Italiani nel mondo della Fondazione Migrantes aveva inviato un messaggio. La Fondazione Migrantes, «riconoscente», si unisce al dolore dei familiari, degli amici e della Missione cattolica italiana di Bruxelles «alla quale Sassoli è stato molto vicino».

Tra le tante espressioni di cordoglio, anche quella dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane, a cui dà voce la presidente Noemi Di Segni. «Perdiamo un grande presidente del Parlamento europeo e un uomo di spessore che incessantemente si è speso per tessere una tela valoriale di altissimo livello, in tutte le tappe della sua vita – si legge nella nota diffusa questa mattina -. Il suo agire per la democrazia e la costruzione europea è stato immenso e si è distinto per la costante coerenza. Come ci ha ricordato, l’Europa unita non è un dono dal cielo ma il risultato di un impegno luminoso di grandi protagonisti ai quali va ad aggiungersi. Un patrimonio di imperativi del narrare, del fare e saper fare per il bene dell’umanità che siamo tutti chiamati a non disperdere. Lo ricordiamo con gratitudine e commozione anche per sua vicinanza al mondo ebraico espressa non solo a parole ma con la forza delle azioni – conclude Di Segni -. Sia il suo ricordo di benedizione».

11 gennaio 2022