Adolescenti, in cerca di legami ma con poca fiducia nel “sociale”

Il “ritratto” nell’indagine promossa dai Salesiani: fuggono da impegno e politica ma sono soddisfatti della famiglia. I maschi più felici delle femmine

Il “ritratto” nell’indagine promossa dai Salesiani: fuggono dall’impegno e dalla politica ma sono soddisfatti della famiglia. I maschi più felici delle femmine

Salute, famiglia, amicizia, amore, tempo libero e sport. Nella top ten delle priorità di valori degli adolescenti romani a farla da padrone sono sicuramente le relazioni: il punteggio medio supera i 4 punti su cinque. I giovani fuggono dall’impegno sociale (svolge volontariato solo il 5,24%) e dalla politica (se ne interessa solo 1,27%). Ai gradini più bassi della scala valoriale il credo religioso con 2,44 punti su 5 e la partecipazione ad impegni religiosi con 2,24 punti. È quanto emerge dall’indagine “Capitale adolescenti. La sfida del passaggio all’età adulta in una società complessa” promossa dai Salesiani di Roma, in occasione del bicentenario della nascita di don Bosco, con l’Università Pontificia Salesiana, l’Istituto Toniolo di Studi Superiori e la Cattolica di Milano, presentata ieri, martedì 13 ottobre, in Campidoglio.

Nella ricerca sono stati coinvolti 700 ragazzi (84% italiani e 16% stranieri) di età compresa tra i 14 e i 17 anni (il 71,18% maschi e il 28.82% femmine) frequentanti i licei e i centri di formazione professionale. «La famiglia è un punto di riferimento per gli adolescenti, è lì che sperimentano relazioni positive, nonostante si pensi il contrario», ha affermato Elena Marta, docente di Psicologia sociale e di comunità della Cattolica. In una scala da 1 a 5 i ragazzi si ritengono soddisfatti della qualità e quantità di tempo che trascorrono con i genitori (3,31 con la madre e 3.12 con il padre), dicono di avere con loro un buon dialogo e di sentirsi sostenuti da entrambi. La “novità” è che «se fino a qualche anno fa il punto di riferimento per i figli di entrambi i sessi era la madre – aggiunge Marta – i dati odierni mettono in evidenza come per i maschi il padre sia tornato un modello identificativo».

«Il 41% degli adolescenti fa attivamente parte di un’associazione, soprattutto sportiva – ha detto Emiliano Sironi, ricercatore dell’Università Cattolica, che ha curato la ricerca con Sara Alfieri -. Solo il 3,12% frequenta gli scout e il 5,10% un gruppo musicale o teatrale. Il 73% non ha mai frequentato l’oratorio». In generale, sono abbastanza soddisfatti della loro vita, anche se lo sono di più i maschi delle femmine con 4.74 punti su 7 contro 4.39. Le ragazze fumano di più, il 30% segue diete ferree e sono meno felici rispetto ai coetanei maschi, con 2,95 punti su 4 contro 3,23. Il 6,54% dei maschi beve superalcolici almeno una volta al giorno e il 5,91% fa uso frequente di sostanze per provare sensazioni forti. Sempre più diffusi il gioco d’azzardo e le scommesse: solo il 48,13% dei maschi non ne è coinvolto.

«Dai dati emerge che sono più a rischio i maschi – ha spiegato don Giuliano Vettorato, direttore dell’Istituto di Psicologia dell’Università Pontificia Salesiana -. E gli adolescenti che frequentano i corsi di formazione professionale lo sono più di quelli che frequentano le altre scuole, in particolare i licei. E chi è stato bocciato è più a rischio di chi va bene. La deprivazione sociale va di pari passo con quella culturale». Don Leonardo Mancini, superiore salesiano per l’Italia centrale, ha evidenziato che bisogna «puntare sugli adolescenti ora per il futuro. È urgente farlo se si considera che dalla ricerca emerge che hanno poca fiducia nel sociale e politico». Gli fa eco l’assessore alle Politiche sociali di Roma Capitale, Francesca Danese. «Il terzo settore deve inventarsi qualcosa per coinvolgere maggiormente i ragazzi nel volontariato – ha detto -. Abbiamo volontari di 45-60 anni. La politica deve trovare le risorse per creare una rete capillare e coinvolgere gli adolescenti». Anche perché «il distacco dalla società nella quale vivono è evidente – ha detto Giancarlo Cursi, docente di Pedagogia sociale dell’ateneo salesiano -. I giovani stano bene solo tra di loro».

14 ottobre 2015