«Al Cav per trovare accoglienza ed empatia»
Nella Giornata per la vita, l’inaugurazione di un centro nella parrocchia di San Damaso Papa. Da due mesi è stata avviata l’attività anche a Santa Maddalena di Canossa
Si pensa all’immagine del nido, «caldo e accogliente», ascoltando Franca Tonini, la presidente del nuovo Cav che ieri mattina, domenica 2 febbraio, in occasione della 47ª Giornata per la vita, è stato inaugurato nella parrocchia di San Damaso Papa, a Monteverde, con la Messa delle 10 e, a seguire, con il taglio del nastro dei nuovi ambienti dedicati.
«La mamma che si trova a vivere una gravidanza, talvolta anche inattesa, deve essere accolta e sostenuta con empatia in un clima privo di giudizi – dice Tonini -: in questo modo, dallo stato di angoscia e preoccupazione passerà alla fiducia che le permetterà di accogliere il proprio bambino». Per questo, continua la responsabile del nuovo Centro di aiuto alla vita, il nono aperto su Roma, «la prima consulenza è molto delicata, direi fondamentale e vitale», e deve essere «saggia e amorevole, tenera e prudente» e «l’operatore deve a questo fine fare sintesi tra il sapere e il saper fare» per «trasmettere la vita, speranza per il futuro», mette in luce richiamando il Messaggio di Papa Francesco e il tema scelto per questa Giornata. È quindi il tratto dell’umanità a fare la differenza, guardando anche «a quanto l’enciclica Evangelium vitae ci ricorda ossia che la persona è affidata da Dio alla nostra responsabilità», sono ancora le parole di Tonini, che sottolinea come la struttura di sostegno alla vita sia «aperta ad ogni mamma che bussa alla nostra porta, senza limiti di territorialità né di cultura, lingua o religione».
L’aspetto della comunicazione, e dunque «l’importanza di avere volontari che parlano anche altre lingue, è in particolare molto importante per instaurare subito una relazione efficace e stabilire un rapporto», fa notare ancora Tonini che, docente dal 1988 al 2015 all’Istituto superiore di Scienze della famiglia dell’Università Pontificia di Salamanca, parla lo spagnolo con le «tante mamme che ci chiedono aiuto e che provengono dall’America Latina e in particolare dal Perù, dalla Bolivia e dalla Colombia». Non mancano altre provenienze quali Asia, Europa dell’Est, Africa e Ucraina.
Oltre alle competenze di empatia e linguistiche, Tonini rileva nel territorio «una diffusa generosità e un amore per la vita che mi commuovono perché vi riconosco la mano della Provvidenza». Sono tanti, infatti, «i professionisti, come ginecologi, pediatri e psicologi, che si sono messi a disposizione per offrire gratuitamente una consulenza alle nostre mamme – racconta -. Dobbiamo osare nel chiedere aiuto perché ho capito che tante persone sono desiderose di aiutare, quasi in attesa di venire chiamate ad un servizio. La risposta è immediata tanto che già si è costituito un primo gruppo di volontari al di là dei 15 soci fondatori del Cav».
Anche nella parrocchia di Santa Maddalena di Canossa, a Ottavia, dove lo scorso 29 novembre è stato inaugurato un nuovo Cav, «si è già formato un bel gruppo di una decina di volontari spargendo la voce e chiedendo aiuto e collaborazione». A riferirlo è la presidente del Centro Maya Pomponi, mamma di 4 bambini, «il primo avuto a 17 anni, quando fui aiutata da una realtà simile a quella dei Cav che mi ha presa in carico da subito e assistita poi anche con mia figlia che oggi ha 11 anni». Da questa esperienza personale è nato il desiderio di dare vita sul territorio, dove mancava un servizio di questo tipo, ad un Centro di aiuto alla vita, «per restituire quanto io ho ricevuto», spiega.
L’auspicio è infatti quello di «aiutare tante mamme in attesa e di diventare in generale un punto di riferimento per tutte quelle situazioni di fragilità che richiedono un accompagnamento – fa sapere Pomponi -. Siamo pieni di speranza e fiduciosi che con i giusti tempi questo servizio darà i suoi frutti. Intanto ci stiamo facendo conoscere dalle parrocchie della zona». Si dice «molto felice di poter accogliere nella nostra parrocchia questa nuova realtà di attenzione alla vita nascente e di seria vicinanza alle donne che tante volte vivono in solitudine l’attesa» padre Giorgio Spinello, il parroco di Santa Maddalena di Canossa. «Credo che questo sia un disegno di Dio – aggiunge – e penso che aiuterà sicuramente molti ad essere attenti ad accogliere la vita».
3 febbraio 2025

