«Siamo fieri, orgogliosi da sempre di avervi con noi nella grande famiglia del Coni e del Comitato paralimpico». Il presidente del Coni Giovanni Malagò ha salutato con queste parole ieri, 7 marzo, i membri della delegazione italiana in partenza per i Giochi mondiali Special Olympics di Abu Dhabi: 157 azzurri, di cui 115 atleti con e senza disabilità intellettive. «È impressionante vedere come siete cresciuti, agli albori questo progetto sembrava una scommessa e invece questa grande famiglia ha avuto lungimiranza», ha dichiarato introducendo la conferenza stampa di presentazione, nel Salone d’onore del Coni. «Oggi vestite la maglia azzurra nella casa dello sport italiano e onorerete il nostro Paese», ha aggiunto il presidente del Comitato italiano paralimpico Luca Pancalli. «Quello che farete durante i Mondiali e negli altri 365 giorni dell’anno – ha proseguito -, non è soltanto vincere, ma partecipare al cambiamento di questo Paese: dobbiamo imparare ad esercitare i diritti di cittadino e voi rappresentate la rivoluzione culturale».

A dare voce alla storia di Special Olympics, il presidente per l’Italia Angelo Moratti. Dalla sua nascita più di 50 anni fa a Chicago, ha osservato, l’associazione oggi «conta più di 5 milioni di atleti in oltre 170 Paesi. Siamo il più grande movimento sportivo del mondo». «Che io possa vincere ma, se non riuscissi, che io possa tentare con tutte le mie forze»: è il giuramento dell’atleta paralimpico, recitato da Gabriele Di Bello, atleta del nuoto. Accanto a lui anche Veronica Paccagnella, 17 anni, con sindrome di Down, e di Sara Capone, atleta partner senza disabilità intellettiva, che gareggerà nel basket secondo il principio dello sport unificato. Storie di sport, impegno e passione. Come quella di Valentina Vezzali, intervenuta come testimonial sportiva.

8 marzo 2019