Al Gemelli la prima meta dell’Italrugby

A pochi giorni dalla sfida con la Francia, una delegazione della nazionale azzurra consegna la palla autografata ai piccoli ricoverati

A pochi giorni dalla sfida in casa con la Francia, una delegazione della nazionale azzurra consegna la palla ovale autografata da tutta la squadra ai piccoli di Oncologia pediatrica

Un pallone ovale con tutte le firme della nazionale italiana di rugby. È il dono consegnato ieri mattina, giovedì 12 marzo, da una ricca delegazione della squadra azzurra ai piccoli ricoverati nel reparto di Oncologia pediatrica del Policlinico Gemelli, a pochi giorni dal match del Sei Nazioni a Roma contro la Francia. Michele Visentin, Simore Ragusi, Marcello Violi e Marco Fuser: questi i voltidell’Italrugby che, carichi di emozione, hanno depositato la palla ovale nel reparto diretto da Riccardo Riccardi, incontrando e giocando con i bambini malati e con i loro familiari.

«È stata una mattinata davvero bella ed emozionante», il commento dei giocatori al termine della visita: «Siamo stati colpiti e commossi da ogni bambino ricoverato che ci ha accolto, sorriso e, quando possibile, provato con noi con qualche lancio di pallone. Speriamo davvero di avere l’occasione di ripetere presto questa esperienza al Gemelli: sono iniziative preziose che portano gioia e  sollievo sia ai bimbi che alle loro famiglie. Anche solo per un breve tempo lasciano in tutti emozioni positive e bei ricordi. In tutti».

Non solo stadi “sold out”, punteggi e classifiche, dunque. Come in un prologo del Terzo tempo al di fuori dei confini degli stadi, l’Italrugby si fa ambasciatrice di messaggi e valori per altri tipi di battaglie: quelle che si combattono fuori dai campi di gioco. A renderlo possibile, insieme alla direzione del Policlinico, il sodalizio tra le associazioni L’Albero della Vita e Coccinelle per l’oncologia pediatrica onlus, in collaborazione con la Federazione Italiana Rugby (Fir), abituata a “frequentare” i reparti pediatrici, con una nazionale sempre schierata a favore dei bambini in ospedale.

Un rapporto, quello tra la direzione del Policlinico e la Federazione, all’insegna della collaborazione. Anche quest’anno infatti la Fir ha affidato al Gemelli l’organizzazione del servizio sanitario per il Sei Nazioni, «in ragione del livello di efficienza dimostrato nell’edizione dello scorso anno», spiegano. Per far fronte alle esigenze di una manifestazione «così complessa e articolata – commenta Giorgio Meneschincheri, della direzione sanitaria del Policlinico –  ci si avvale di un equipe sanitaria di 70 persone, composta da 14 medici rianimatori, 28 infermieri e 28 soccorritori, coordinati dal direttore del Dea Rodolfo Proietti. Inoltre sono operativi 12 Centri mobili di rianimazione, 2 auto elettriche da soccorso e trasporto».

Ancora, presso il Village allestito all’Olimpico sono state rese operative due tende sanitarie per le prestazioni di primo soccorso affiancate da 2 Centri mobili di rianimazione. Per garantire, anche grazie a questo tipo di organizzazione, che «il Terzo tempo sarà una vera e propria festa».

13 marzo 2015