Quattro posti letto e un day hospital che si sviluppa su una superficie di 380 mq. È il nuovo Centro di farmacologia clinica di genere inaugurato ieri pomeriggio, 18 giugno, al decimo piano di una delle palazzine del Policlinico Gemelli, insieme al giardino terapeutico, da Giovanni Scambia, direttore scientifico della fondazione Gemelli e direttore del Dipartimento Salute donna e bambino. La nuova struttura nasce con l’obiettivo di condurre delle sperimentazioni di fase I sui nuovi farmaci o combinazioni terapeutiche. Attualmente nel Centro, che combina ricerca e comfort per il benessere dei pazienti, sono in corso 23 trial clinici in ginecologia di fase I e III, per lo più sui carcinomi dell’ovaio.

«La maggior parte delle pazienti di questo ospedale è donna. Infatti – ha spiegato Scambia – un’intera ala è stata dedicata alla salute al femminile. Quella che inauguriamo oggi è dedicata alla chemioterapia all’aperto, ai percorsi sensoriali e al benessere psicofisico favorito dal contatto diretto con la natura. Un’altra è dedicata ai trattamenti oncologici tradizionali e sperimentali, calibrati sul profilo genetici del paziente e del tumore. L’obiettivo principale – ha chiarito – è personalizzare i trattamenti medici su misura del singolo paziente e sviluppare nuovi farmaci antitumorali per garantire trattamenti mirati, più efficaci e con meno effetti collaterali, sulla base delle caratteristiche genetiche e molecolari di ogni tumore senza sottovalutare ansie e aspettative personali».

Per il direttore dell’Unità di Chirurgia senologica del Policlinico Riccardo Masetti ha parlato di «un cammino entusiasmante e virtuoso». Il centro, ha evidenziato, «parla di ispirazioni e collaborazioni speciali. Come chirurgo oncologo, ho visto tante cose succedere grazie a persone speciali». Come nel caso di questa nuova struttura, «che nasce grazie al sostegno dell’associazione “Oppo e le sue stanze”, dedicata a un giovane strappato troppo presto alla vita. Il centro – ha spiegato Masetti – sarà strategicamente importante nel campo della medicina femminile. Il giardino invece è frutto della riqualificazione di due terrazze che non erano mai state usate dall’ospedale. Lo spazio non solo parla di attenzione al malato ma anche di approccio olistico. Il Centro di terapie integrate permetterà alla persona di essere aiutata a superare gli aspetti psicologici a volte più forti della problematica oncologica, attraverso consulenze nutrizionali o altro tipo di terapie. Ospiteremo in un ambiente idoneo i gruppi di pazienti». Il progetto infine, ha concluso il direttore dell’Unità di Chirurgia senologica, «parla di collaborazioni fra associazioni no profit che si prenderanno cura di allestire le terrazze».

19 giugno 2018