All’Olimpico il Torneo dell’Amicizia con gli ospiti Sprar e Cas

Oragnizzato da Us Acli e Coni Lazio è il primo quadrangolare tra richiedenti asilo ospitati nelle strutture intorno a Roma

Organizzato da Us Acli e Coni Lazio è il primo quadrangolare tra richiedenti asilo ospitati nelle strutture intorno a Roma. Ci sarà anche il presidente Coni Malagò 

Saranno oltre 60 i rifugiati che prenderanno parte al primo Torneo dell’amicizia che si terrà allo stadio Olimpico il prossimo 25 maggio. Si tratta di un quadrangolare di calcio realizzato dall’Unione sportiva Acli di Roma in collaborazione con il Coni Lazio al quale prenderanno parte quattro squadre composte dagli ospiti dei centri Sprar San Michele e Mostacciano e Cas del Porrino e di Pomezia.

Porteranno il loro saluto Luca Serangeli, presidente dell’Us Acli Roma, Riccardo Viola, presidente Coni Lazio. Ha assicurato la sua presenza anche il presidente nazionale Giovanni Malagò. «Insieme al Coni Lazio – spiega Serangeli- abbiamo voluto fare un regalo speciale agli ospiti dei centri Sprar e Cas facendoli giocare allo stadio Olimpico. Un’idea che è nata insieme con Riccardo Viola dopo il grande successo del torneo delle parrocchie che ha visto protagonisti anche i rifugiati e gli immigrati accolti nei centri della Capitale».

«Attraverso lo sport e in questo caso con il calcio – aggiunge – siamo convinti di potere offrire un segno di accoglienza e di speranza a quanti sono fuggiti dalle proprie case e dalle famiglie a causa di guerre e persecuzioni. Al di là di chi sarà la squadra vincitrice non ci sarà un vincitore del torneo ma saranno premiati tutti i partecipanti di questo primo torneo dell’amicizia credo che il prossimo 25 maggio vincerà la solidarietà e il senso profondo di accoglienza».

«Il concetto di sport per tutti rappresenta uno dei cardini attorno ai quali si sviluppa l’impegno del Coni Lazio – è il commento di Riccardo Viola -Offrire ai meno fortunati, siano essi rifugiati, detenuti, case famiglia, la possibilità di vivere un momento di normalità, credo resti la medicina migliore per cercare di guarire le ferite dell’anima. Conosciamo il fascino che lo stadio Olimpico è in grado di esercitare – continua Viola – e contiamo su questo affinché la giornata del 25 si trasformi per questi ragazzi in un ricordo duraturo di sport e fratellanza».

23 maggio 2016