All’Urbaniana nuova licenza in Teologia pastorale e Mobilità umana

Inaugurazione con il cardinale Tagle. La nuova sezione come continuazione delle attività accademiche dello Scalabrini International Migration Institute

Nasce, alla Pontificia Università Urbaniana, la licenza in Teologia pastorale e mobilità umana, che si inaugura oggi, 30 novembre, con una giornata di studio alla presenza, tra gli altri, del cardinale Luis Antonio Tagle, prefetto della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli. Una nuova sezione specialistica che nasce come continuazione e arricchimento delle attività accademiche fin qui svolte dallo “Scalabrini International Migration Institute”, sino al 2019 incorporato alla facoltà di Teologia.

Il presupposto e fondamento, spiegano dall’ateneo guidato dal rettore Leonardo Sileo, stanno in quell’istanza di «rinnovamento e rilancio del contributo degli studi ecclesiastici “a una Chiesa in uscita missionaria” sollecitata da Papa Francesco nel Proemio della costituzione apostolica Veritatis gaudium. Al n. 4 – si legge in una nota – il Santo Padre segnala come urgente il compito di rivedere “l’architettonica e la dinamica metodica dei curricula di studi proposti dal sistema di studi ecclesiastici” per renderli produttivi nel mutato contesto socio-culturale a livello planetario e “arrivare là dove si formano i nuovi racconti e paradigmi”».

Se ne parla questa mattina nelle due sessioni dedicata rispettivamente al tema “La Chiesa: una storia continua di cura accanto ai migranti” e “Le sfide globali e le migrazioni”. Nel pomeriggio invece spazio alle testimonianze di operatori collegati da Taiwan, Winter Garden (Usa), Parigi, Cape Town (Sud Africa), Afghanistan, che offriranno una prospettiva concreta di come la Chiesa affronta le sfide della mobilità umana in maniera integrale e integrata.

«Il fenomeno migratorio oggi – spiegano ancora dall’Urbaniana – sollecita la comunità cristiana nella sua dimensione di cattolicità come segno e come compito. Come segno, in quanto la Chiesa sin dall’inizio si configura come comunità dalle genti mostrando immediatamente la forza missionaria del Vangelo nell’abbracciare ogni persona e ogni cultura. Allo stesso tempo come un compito – proseguono -, perché la cattolicità ha bisogno di essere trasformata in un atteggiamento ed azione concreta di accoglienza e dialogo continuo». La Chiesa insomma «è essenzialmente comunione e questo rappresenta l’orizzonte di senso e il nucleo più genuino della riflessione teologica scaturita dal Concilio. Il suo valore come tratto distintivo della Chiesa e delle relazioni ad intra e ad extra diventa una piattaforma per comprendere meglio le relazioni interculturali che si configurano a causa proprio della mobilità umana».

30 novembre 2021