Amal, una marionetta di oltre 3 metri, per dare voce ai rifugiati

Presentato il progetto “The Walk”, sul lungo cammino della protagonista, una bambina di 9 anni, dalla Siria all’Inghilterra, alla ricerca della mamma

Ci sarà anche Roma nel progetto “The Walk”, che coinvolge otto Paesi, a cavallo tra teatro, arti visive, eventi e tanto altro, ma sempre con il fil rouge rappresentato dalla condizione dei rifugiati nel mondo, in particolare dei bambini. Non solo l’arte contemporanea del Maxxi ma anche le realtà del teatro sociale della Capitale sono coinvolte nel progetto che è stato presentato questa mattina, 11 maggio, su Zoom, con interventi da Londra e dall’Italia. Come lascia intendere il titolo, si parlerà di un lungo cammino, quello di una marionetta di 3,5 metri che rappresenta una bimba da sola alla ricerca di sua madre. Amal – questo il suo nome -, 9 anni, partendo dalla Siria arriverà in Inghilterra attraversando l’Europa.

Ludovica Tinghi e Roberto Roberto, produttori italiani di The Walk, hanno parlato per il nostro Paese, presentando le tappe italiane dal 7 al 19 settembre 2021. «Coordiniamo oltre 50 produttori che in Italia stanno organizzando il benvenuto ad Amal, a partire da una conferenza stampa di lancio a luglio», ha esordito Roberto, che ha spiegato come The Walk sia nato a Calais nel 2015 quando in un campo profughi di 9mila persone i registi Joe Murphy e Joe Robinson hanno iniziato a interagire con i rifugiati, creando Good Chance. The Walk è la prima grande produzione di Good Chance Theatre dopo The Jungle (2017) e il primo progetto guidato dal direttore Artistico Amir Nizar Zuabi. È prodotto da Stephen Daldry, David Lan, Tracey Seaward e Naomi Webb insieme a Handspring Puppet Company, i creatori delle marionette di War Horse, con la direzione artistica di Amir Nizar Zuabi. «The Walk rappresenta la risposta che si dovrebbe dare ai bisogni di una bambina come Amal ma anche in generale ai profughi. Dare una voce ai rifugiati, cambiando la narrazione e quindi mettere al centro queste persone: ecco il senso del progetto».

Ludovica Tinghi ha parlato diffusamente dell’organizzazione: «Amal vuol dire speranza, è stata costruita da incredibili artigiani di Cape Town e viene animata da 4 marionettisti contemporaneamente. La squadra che anima la piccola Amal è composta da dieci marionettisti, due dei quali con un passato da rifugiati, che hanno a loro volta compiuto questo percorso. Il pupazzo è realizzato in canna modellata e fibra di carbonio. Il 21 giugno Amal verrà presentata a Londra e il 27 compirà i primi passi dalla frontiera tra Siria e Turchia. Da lì percorrerà 8mila chilometri attraverso 8 Paesi alla ricerca della mamma. Incontrerà 250 tra partners e artisti, in più di 80 eventi. Il 3 novembre farà l’ultimo passo a Manchester, ultima tappa».

Parlando del percorso italiano, Roberto Roberto ha spiegato che «nella prima tappa di Bari, a settembre, Amal incontrerà una nonna, maestra di vita. Le manifestazioni di cui sarà protagonista si inseriranno nel mese celebrativo che la Puglia dedicherà ai diritti dell’infanzia, a settembre. Da lì risalirà gli Appenini visitando, tra l’altro, i parchi eolici. Lungo il cammino, sarà anche al centro di un documentario. Fra le varie città visitate, a Napoli Amal andrà presso il quartiere Sanità e in altri luoghi ricchi di fermento dal punto di vista musicale e artistico. Dopo aver visitato Palazzo Reale, sempre a Napoli, andrà a Genazzano dove giocherà a nascondino con i bambini del posto. A Roma, al Maxxi, sarà protagonista di un laboratorio, poi verrà chiamata da Teatro India e Teatro Torlonia, infine entrerà in contatto con le realtà dei rifugiati in Italia. Alcune altre tappe: Spoleto con la sua tradizione culturale internazionale, Assisi con il Piccolo Nuovo Teatro e la Basilica di San Francesco, Firenze con le opere di Michelangelo».

L’arrivo della piccola Amal a Manchester segna la fine del suo lungo viaggio. Il Manchester International Festival presenterà una mostra speciale sull’infanzia, realizzata in collaborazione con le scuole locali e le comunità di rifugiati. Visitando la mostra Amal – che rappresenta i milioni di bambini rifugiati, sfollati e separati dalle loro famiglie – capirà di essere pronta per iniziare un nuovo viaggio, ancora più lungo: crearsi una nuova vita nella sua nuova casa.

11 maggio 2021