Amnesty International, consegnate al premier Conte le firme dell’appello #Nessunoescluso

Pubblicato il documento sulla fase 1 della pandemia. Al centro, l’impatto su diritti e libertà individuali. La richiesta: garanzie per ogni persona

Dedicato all’impatto dell’emergenza Covid-19 su diritti e libertà degli individui il rapporto di Amnesty International “Fase 1: L’attuazione delle misure di lockdown in Italia durante la pandemia, tra discriminazioni e buone prassi”, pubblicato ieri, 23 luglio. L’occasione: la consegna delle firme dell’appello #Nessunoescluso al presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte, con il quale i firmatari chiedono al capo del governo di garantire a ogni persona «il pieno godimento dei diritti umani durante la pandemia, in applicazione del principio di non discriminazione, senza lasciare indietro nessuno».

Diritti delle persone detenute, discriminazione, donne, informazione, lavoro, privacy, proporzionalità delle misure, salute e cure, servizi essenziali: questi i temi indagati. Nelle parole del portavoce di Amnesty International Italia Riccaro Noury, «le istituzioni devono trasformare questa esperienza in un’opportunità di cambiamento, trovando soluzioni a quei problemi che la pandemia ci ha costretto a guardare in faccia e prendendo a modello quanto di positivo è stato costruito».

Per ognuna delle aree tematiche osservate Amnesty International Italia ha redatto alcune raccomandazioni rivolte alle istituzioni, alle quali viene chiesto di «fare tutto il possibile per tutelare i diritti fondamentali di ogni persona e garantire, qualora dovessero replicarsi le circostanze che hanno portato al lockdown, che le discriminazioni e gli abusi avvenuti durante la fase 1 non si ripetano», ha aggiunto Giulia Groppi, responsabile delle relazioni istituzionali di Amnesty International Italia.

24 luglio 2020