Anche la Chiesa anglicana sospende le liturgie

La decisione in una lettera dell’arcivescovo di Canterbury Justin Welby e dell’arcivescovo di York John Sentamu, «fino a ulteriori comunicazioni»

Dopo la stretta sui contatti sociali annunciata dal premier britannico Boris Johnson data l’epidemia di coronavirus, anche la Chiesa anglicana, nella giornata di ieri, 17 marzo, ha deciso lo stop a tutte le liturgie e celebrazioni in Inghilterra, «fino a ulteriori comunicazioni». Lo ha stabilito l’arcivescovo di Canterbury Justin Welby, in una lettera firmata insieme all’arcivescovo di York John Sentamu. Gli arcivescovi hanno chiesto che le chiese, dove possibile, rimangano aperte come luoghi di preghiera per la comunità, osservando le raccomandazioni di allontanamento sociale.

Al clero, l’invito a mantenere i ritmi della preghiera quotidiana e, ove possibile, l’Eucaristia da trasmettere in streaming, se hanno le risorse per farlo. Dai presuli, ancora, l’esortazione alle congregazioni a essere in prima linea nel fornire assistenza pratica e sostegno ai più poveri e ai più vulnerabili durante la crisi. «Esortiamo voi, sorelle e fratelli – si legge nel testo -, a diventare una specie di Chiesa diversa in questi prossimi mesi: piena di speranza e radicata nell’offerta di preghiera e lode e abbondante di servizio al mondo».

18 marzo 2020