Andreatta: «Il Giubileo è stato un successo»

Il vice presidente dell’Orp traccia un bilancio dell’Anno Santo. I cammini giubilari, la mostra e il Concerto della misericordia nel Carcer Tullianum

Il vice presidente dell’Orp traccia un bilancio dell’Anno Santo. I cammini giubilari, la mostra e il Concerto della misericordia nel Carcer Tullianum

La crisi economica prima e la paura del terrorismo poi; nonostante questo «il Giubileo è stato un successo». Lo afferma il vice presidente dell’Opera romana pellegrinaggi, monsignor Liberio Andreatta, alla vigilia della conclusione dell’Anno Santo della Misericordia. «Bisogna considerare due elementi fondamentali – afferma -. Il primo: il successo è legato proprio al tema scelto, la misericordia. Viviamo in un mondo schizofrenico, dove non c’è più l’oggettività dei valori, l’assenza dei veri punti di riferimento, dove l’uomo è smarrito e solo. La misericordia è la consapevolezza dell’amore di Dio, che ti accoglie, ti considera e ha per te un’attenzione particolare. Il secondo elemento è proprio il Papa, un punto di riferimento per gli uomini, una figura carismatica e profonda».

È stato il primo Giubileo diffuso della storia con l’apertura delle Porte Sante in tutte le diocesi. Nonostante questo milioni di pellegrini hanno scelto di venire a Roma. Perché?
Roma è la radice del cristianesimo. È la sede degli Apostoli, Pietro e Paolo. E poi, la presenza di Pietro “vivo” nel Papa rappresenta una motivazione maggiore. Visto che la misericordia si poteva avere ovunque, questo ha un po’ rallentato ma mai fermato l’affluenza dei pellegrini qui a Roma.

Il video dei cammini giubilari. Da dove è nata l’idea della condivisione di fede con il supporto della tecnologia?
Credo che se Gesù fosse nato oggi avrebbe sicuramente usufruito della tecnologia. L’uomo moderno parla per mezzo della multimedialità. Bisogna andare dov’è l’uomo utilizzando gli strumenti che adopera l’uomo per comunicare.

In questo Anno Santo l’Opera romana pellegrinaggi come ha aiutato il pellegrino a vivere il cammino interiore dell’opera di misericordia?
Abbiamo elaborato principalmente tre progetti. Il primo è stato la grande mostra da maggio a luglio, dove sono stati esposti tutti i documenti originali delle indizioni dei Giubilei della storia, offrendo la possibilità di rileggere tutta la storia del cristianesimo mostrando documenti tanto antichi che raramente l’uomo ha visto e che mai forse potrà più vedere perché sono conservati negli Archivi segreti vaticani. Il secondo elemento è rappresentato dai quattro cammini giubilari (della Misericordia, Mariano, Papale e del Pellegrino). Quattro cammini con il passaggio per le tre chiese giubilari: San Salvatore in Lauro, Santa Maria in Vallicella e San Giovanni Battista dei Fiorentini. Queste tre chiese hanno offerto la presenza costante di sacerdoti di varie lingue per le confessioni e momenti di animazione per l’adorazione eucaristica. Infine, abbiamo tradotto il concetto della misericordia attraverso il linguaggio della musica con il concerto “Music for mercy”: un evento realizzato nell’area degli scavi archeologici del Foro Romano. Una scelta fortemente simbolica, quella di far svolgere il concerto all’interno del Carcer Tullianum – indicato dalle fonti come prigione di san Pietro – dove si trova una delle prime raffigurazioni della Madonna della Misericordia, presente in un affresco datato XIII secolo.

Il Giubileo dell’Opera romana si concluderà con un pellegrinaggio diocesano in Terra Santa, da Betlemme a Gerusalemme, con i pellegrini delle tre grandi religioni monoteiste. Qual è il significato di questa scelta?
Come Opera romana abbiamo aperto l’Anno Santo a fine novembre 2015 con il convegno sulla Misericordia delle tre grandi religioni monoteiste invitando ebrei, musulmani e cristiani. Ora vogliamo concluderlo proprio nella terra dove le tre grandi religioni monoteiste hanno il loro habitat. Gerusalemme, dunque, come testimonianza di un luogo di incontro tra fratelli e credenti del Dio della misericordia e dell’amore.

14 novembre 2016