Anno dedicato alla riconciliazione, le tappe indicate da De Donatis

Le coordinate date dal vicario in apertura del cammino pastorale 2018-2019 e ricordate ancora nelle scorse settimane. L’orizzonte a cui guardare, delineato da Papa Francesco, è il Giubileo del 2025. Con il libro dell’Esodo come paradigma

Un anno dedicato alla riconciliazione, che abbia nella dimensione della memoria un elemento chiave del percorso. È l’anno pastorale 2018-2019 per la diocesi di Roma, come indicato dal cardinale vicario Angelo De Donatis. Tappa di un cammino che porterà al Giubileo del 2025, l’orizzonte delineato da Papa Francesco, con il libro dell’Esodo a fare da paradigma. Negli anni successivi, attenzione focalizzata sul kerigma, l’annuncio del mistero pasquale; sulla prassi pastorale dell’evangelizzazione, sul ruolo del laicato e gli ambienti di vita; sulla forma sinodale della Chiesa; sull’articolazione della Chiesa nel territorio.

Tornando all’anno pastorale in corso, va ricordato che fa seguito a quello dedicato alla riflessione sulle «malattie spirituali». Da queste verifiche è risultata la presenza della «malattia delle appartenenze separate» – così l’ha chiamata De Donatis -, una «patologia» che «porta spesso con sé il virus della diffidenza e del rifiuto degli altri». Da qui i due rimedi suggeriti da Paolo alla comunità dei Corinti: la memoria e la riconciliazione. Rimedi che avranno una attuazione concreta nell’anno pastorale.

Fino a Natale, il passaggio sulla memoria (a cui la nostra testata online dedica uno spazio apposito). Da gennaio a Pasqua, la tappa sulla riconciliazione, con l’invito a ogni comunità di organizzare gli esercizi spirituali in Quaresima prendendo spunto dal cammino ignaziano per vivere la “prima settimana” degli esercizi di Sant’Ignazio. Opportunità di sperimentare una rinnovata comunione sarà una liturgia penitenziale di prefettura. Ultimo passaggio dell’anno pastorale, una prima riflessione in ascolto del «grido della città».

13 novembre 2018