“Anno di sant’Annibale”, celebrazioni prorogate al luglio 2021

L’iniziativa della parrocchia dei Santi Antonio e Annibale Maria al Tuscolano “riorganizzata” per la pandemia. In autunno ripresa di incontri e adorazione

Prorogato fino al 5 luglio 2021 l’Anno di sant’Annibale nella parrocchia Santi Antonio e Annibale Maria al Tuscolano, affidata ai Rogazionisti, iniziato il 1° novembre scorso con l’arrivo della reliquia del cuore del santo. Le celebrazioni sarebbero dovute terminare domenica prossima, 5 luglio, nascita del fondatore delle congregazioni dei Rogazionisti del Cuore di Gesù e delle Figlie del Divino Zelo, ordini che affidò alla protezione di sant’Antonio di Padova. In programma c’erano numerose iniziative per conoscere meglio l’apostolo della preghiera per le vocazioni, compreso un pellegrinaggio a Messina, dove Annibale Maria di Francia nacque il 5 luglio 1851 e morì il 1° giugno 1927. «Con la pandemia i programmi sono molto cambiati, le attività sono state riorganizzate e per questo abbiamo deciso di prorogare le celebrazioni di un anno», spiega il parroco padre Pasquale Albisinni.

Anno di sant’Annibale nella parrocchia Santi Antonio e Annibale Maria al Tuscolano, 28 giugno 2020In parrocchia erano attesi pellegrini legati ai Rogazionisti e alle Figlie del Divino Zelo provenienti da tutto il mondo. «Dal 15 febbraio scorso, infatti, il cuore incorrotto del fondatore, arrivato a Roma da Messina a novembre, è esposto in modo permanente in una delle cappelline», aggiunge il sacerdote. L’organo fu trovato incorrotto nel 1990, 63 anni dopo la morte di Annibale, quando la salma fu riesumata in occasione della beatificazione. A settembre dovrebbero riprendere gli incontri di formazione per approfondire il carisma e la missione del santo siciliano. «Da ottobre, invece, i primi giovedì del mese ricomincerà nella fascia serale-notturna l’adorazione eucaristica per le vocazioni guidata dalla figura di sant’Annibale», auspica padre Pasquale.

Nell’ambito dell’Anno di sant’Annibale e a pochi giorni dalla Festa Eucaristica della congregazione – che ricorda l’inizio della dimora dell’Eucaristia tra i poveri di Annibale nel quartiere Avignone, il 1° luglio 1886 -, domenica scorsa, 28 giugno, il superiore generale, padre Bruno Rampazzo, ha presieduto la liturgia eucaristica trasmessa in diretta su Rai Uno. Il sacerdote nell’omelia ha ricordato che sant’Annibale «ha speso la sua vita perché la preghiera per le vocazioni, il Rogate comandato da Gesù, diventasse universale». Nella XIII domenica del tempo ordinario il brano tratto dal Vangelo di Matteo riportava la parte finale del discorso missionario in cui Cristo esorta a vivere totalmente l’adesione a Dio ponendo il discepolo difronte «alla responsabilità di metterlo al primo posto», ha sottolineato padre Rampazzo. Cristo invita a prendere la propria croce e a seguirlo e «questo tempo pandemico – le parole del sacerdote – offre un’attualizzazione concreta del senso della “croce”. Va portata con Gesù, seguendo Lui. Solo così assumerà un senso, entra in un progetto misterioso, viene consegnata per condividere l’amore nella sequela».

Il superiore generale dei Rogazionisti ha osservato che nel brano è ripetuto per sei volte il verbo “accogliere”. In questo momento storico in cui bisogna trovare la forza per rialzarsi e risanare le ferite inferte dalla pandemia, «i credenti sono chiamati a declinare l’accoglienza amorevole di Dio verso i piccoli e i più bisognosi – ha concluso padre Rampazzo -. Essere per l’altro nel nome di Gesù implica un far rivivere l’altro, soprattutto chi versa in una situazione di necessità».

30 giugno 2020