Aperto da Francesco l’Anno della preghiera

L’annuncio al termine dell’Angelus: iniziativa in vista del Giubileo. L’invito a riscoprire «l’assoluto bisogno» della preghiera. L’appello per il rilascio dei rapiti ad Haiti

«I prossimi mesi ci condurranno all’apertura della Porta Santa, con cui daremo inizio al Giubileo». Con queste parole al termine dell’Angelus di ieri, 21 gennaio, Papa Francesco ha rinnovato l’invito a «intensificare la preghiera per prepararci a vivere bene questo evento di grazia e sperimentarvi la forza della speranza di Dio. Per questo – ha aggiunto – iniziamo oggi l’Anno della preghiera, cioè un anno dedicato a riscoprire il grande valore e l’assoluto bisogno della preghiera nella vita personale, nella vita della Chiesa e del mondo».

Dal pontefice anche l’esortazione a pregare specialmente, in questi giorni, «per l’unità dei cristiani». Ma come sempre, «non stanchiamoci di invocare il Signore per la pace in Ucraina, in Israele e in Palestina, e in tante altre parti del mondo – ha detto -. A soffrirne la mancanza sono sempre i più deboli. Penso ai piccoli, ai tantissimi bambini feriti e uccisi, a quelli privati di affetti, privati di sogni e di futuro. Sentiamo la responsabilità di pregare e di costruire la pace per loro!».

Ancora, allargando lo sguardo ai confini del mondo, Bergoglio ha ricordato la notizia del rapimento, ad Haiti, di un gruppo di persone, tra cui sei religiose. «Nel chiederne accoratamente il rilascio, prego per la concordia sociale nel Paese e invito tutti a far cessare le violenze, che provocano tanta sofferenza a quella cara popolazione», il suo appello.

22 gennaio 2024