Aperto dal cardinale Parolin il Giubileo dei Passionisti

L’apertura della Porta Santa nella basilica dei Santi Giovanni e Paolo, nel 300° della fondazione. Il messaggio del Papa: l’impegno «per i bisogni dell’umanità»

«Un Giubileo con la mascherina potrebbe apparire dimezzato, paralizzato ma non è così. Per quanto difficile e dolorosa, l’attuale congiuntura può diventare una dimostrazione di come le contrarietà non riescano a rallentare la grazia. Malgrado la pandemia, si è aperta infatti una porta attraverso la quale il Signore farà passare tanta grazia a beneficio di quanti con cuore umile e disponibile la vorranno accogliere». Parla della Porta Santa aperta nella basilica dei Santi Giovanni e Paolo il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, che ieri, 22 novembre, ha presieduto la Messa per l’inaugurazione del Giubileo della Congregazione della Passione di Gesù Cristo (i Passionisti), in occasione del 300° anniversario della loro fondazione da parte di San Paolo della Croce, le cui spoglie mortali sono custodite proprio in una cappella della basilica sul colle Celio. Nel pieno rispetto delle misure anti Covid-19, la celebrazione è stata trasmessa in streaming sui canali ufficiali della congregazione. “Rinnovare la nostra missione: gratitudine, profezia, speranza” il tema che farà da sfondo all’Anno Santo e che «implica e presuppone il rinnovamento personale e comunitario», ha osservato il superiore generale padre Joachim Rego.

Il 22 novembre 1720 il 26enne Paolo Danei, fondatore dei Passionisti, ricevette l’abito da eremita e durante un ritiro di 40 giorni nella piccola cella della chiesa di San Carlo a Castellazzo (Alessandria) scrisse le Regole dei “Poveri di Gesù”, la futura Congregazione della Passione, che ancora oggi porta avanti «un’opera generosa e sapiente», ha affermato Parolin che ha indossato «magnifici» paramenti preparati per l’occasione dalle suore contemplative passioniste del Messico. Durante l’Anno Santo, che si chiuderà il 1° gennaio 2022, «l’attenzione principale deve essere nel mantenere vivo e promuovere il carisma e non l’istituzione – ha detto il porporato -. Non si tratta di autocelebrarsi ma di attingere nuova linfa dalla Vite vera, Gesù, di cui la Congregazione riconosce di essere un tralcio». Il Giubileo deve quindi tramutarsi «in nuove opportunità per una vita piena e realizzata», portando avanti la missione di promuovere e mantenere viva la memoria della passione di Cristo, la cui contemplazione renderà i Passionisti «profeti dell’amore del Crocifisso in un mondo che va perdendo il senso dell’amore», ha scritto Papa Francesco nel messaggio inviato a padre Joachim Rego per il terzo centenario della Congregazione.

Per il segretario di Stato vaticano, la prima grazia da chiedere durante il Giubileo è «il dono di uno sguardo che non si fermi all’apparenza ma vada al cuore di ogni situazione, per poter riconoscere il Signore che ci passa accanto spesso attraverso l’esistenza umbratile di coloro a cui nessuno bada». Agli “invisibili” che affollano le strade di ogni città fa riferimento anche Bergoglio nella sua lettera invitando la Congregazione a non stancarsi «di accentuare l’impegno in favore dei bisogni dell’umanità. Tale istanza missionaria – scrive – sia rivolta soprattutto verso i crocifissi di questa nostra epoca: i poveri, i deboli, gli oppressi e gli scartati dalle molteplici forme di ingiustizia. L’attuazione di questo compito esigerà da parte vostra un sincero sforzo di rinnovamento interiore che deriva dal rapporto personale con il Crocifisso-Risorto. Solo chi è crocifisso dall’amore, come lo è stato Gesù sulla croce, è capace di soccorrere i crocifissi della storia con parole e azioni efficaci».

Agganciandosi alle parole del Papa, Parolin ha quindi auspicato che il Giubileo rappresenti «un nuovo slancio missionario della Congregazione dei Passionisti» il cui annuncio evangelico deve essere caratterizzato «dal calore della testimonianza di chi ha fatto propria l’esperienza personale dell’amore trasformante di Cristo crocifisso e risorto». La Congregazione missionaria conta oggi 1.903 religiosi in 400 comunità attive in 63 Paesi dei cinque continenti. San Paolo della Croce il 3 maggio 1771 fondò anche le Claustrali Passioniste e al carisma del mistico si ispirano diversi istituti femminili e molti movimenti laicali, che insieme formano la Famiglia Passionista. Tra i santi legati alla Congregazione, oltre al fondatore, la Chiesa ricorda san Gabriele dell’Addolorata e santa Gemma Galgani.

23 novembre 2020