Aperto il Sinodo anglicano nel ricordo delle vittime e dei malati di Covid

A inaugurarlo, il primate anglicano Justin Welby. L’appuntamento online fino al 25 novembre. «La crisi, invito a riconoscere la presenza del Regno di Dio»

Si è aperto ieri, 23 novembre, il Sinodo della Chiesa d’Inghilterra, che si svolge online fino a domani, mercoledì 25. A inaugurarlo, il primate anglicano Justin Welby, che ha ricordato anzitutto le circa 70mila persone che «non saranno con noi questo Natale» ma anche i «milioni» che «sono malati» mentre «altrettanti soffrono i postumi del Covid». L’arcivescovo di Canterbury ha ricordato le divisioni profonde che il virus ha scavato nella società britannica e ha celebrato infermieri e medici impegnati in prima linea insieme a chi, dentro la Chiesa, ha lavorato senza sosta, in questi mesi, per combattere il virus. «Questa crisi – ha detto – non è segno della mancanza di Dio ma un invito a riconoscere la presenza del Regno di Dio e ad agire con fede».

Sulle riforme sulle quali la Chiesa inglese sta lavorando per i prossimi dieci anni in materia di protezione dei minori, gestione finanziaria, strutture diocesane e sessualità è intervenuto l’arcivescovo di York Stephen Cottrell. «Non è la sopravvivenza dell’istituzione Chiesa che conta – ha dichiarato – ma l’amore di Dio attraverso Gesù Cristo che essa custodisce». Sarà l’arcivescovo Stephen Cottrell a sostituire il primate Justin Welby che prenderà un periodo sabbatico, da maggio a settembre, a Cambridge e negli Stati Uniti, per studiare il tema della riconciliazione. Una tradizione che prima di Welby hanno seguito anche i suoi predecessori, Rowan Williams e George Carey.

24 novembre 2020