A Natale a tavola con Sant’Egidio

Fervono i preparativi per i tradizionali pranzi che la Comunità allestisce presso parrocchie, istituti, ospedali. C’è ancora tempo per contribuire donando un regalo ai bisognosi di Giulia Rocchi

Una tavola grande come il mondo. Imbandita dalla Spagna al Messico, dall’Ungheria al Camerun, passando per il Messico, il Salvador, il Ciad… Sono oltre 70 i Paesi in cui il giorno di Natale la Comunità di Sant’Egidio allestirà i tradizionali pranzi con i poveri. A Roma, dove questa tradizione è nata nel 1982 – con una ventina di persone riunite a mangiare presso la basilica di Santa Maria in Trastevere – sono oltre 10mila gli ospiti dei numerosi pranzi allestiti presso parrocchie e sedi della Comunità.

Il menu è quello delle feste: lasagne al forno, polpettone, lenticchie, gateau di patate. E poi pandoro, panettone, torrone. A ognuna delle persone che parteciperanno – anziani, senza dimora, immigrati – verrà dato un regalo, proprio come tradizione. In questi giorni i volontari della Comunità stanno raccogliendo i doni da distribuire il 25: servono guanti, sciarpe, prodotti per l’igiene personale, ma anche torce, portadocumenti, ombrelli, marsupi. Chi vuole offrire un regalo, può consultare gli orari e i luoghi di raccolta può consultare la pagina: http://www.santegidio.org/index.php?pageID=178&idLng=1062

«La festa si fa nelle chiese – spiegano da Sant’Egidio – ma anche negli istituti per anziani, per bambini, per disabili, nelle carceri, negli ospedali, perfino nelle strade. Perché il senso è portare la festa – anche negli angoli più bui, più freddi, più sperduti e dimenticati – nella convinzione che Natale è il giorno più bello dell’anno, ma può diventare anche una data triste per quanti sono in difficoltà».

20 dicembre 2010

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