A San Paolo la cresima degli universitari

Erano in 150 i ragazzi che hanno ricevuto il sacramento della confermazione dal cardinale Agostino Vallini. L’esortazione: «Non abituatevi a una vita minima e tragica» Maria Elena Rosati

Un evento di grazia che cambia la vita: è il sacramento della Cresima, che sabato scorso, alla basilica di San Paolo, il cardinale Agostino Vallini ha impartito agli studenti universitari, provenienti da tutti gli atenei della Capitale. Non solo una cerimonia, quindi, ma il passaggio decisivo di conferma, frutto di una scelta libera ,matura, consapevole, di chi «ha compiuto il cammino di iniziazione, e vive la consapevolezza della fede cristiana», come ha spiegato all’inizio della Messa il direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale universitaria, il vescovo Lorenzo Leuzzi. 150 giovani cresimandi, spronati e incitati nell’omelia dal cardinale Vallini a porsi le domande decisive e a sfuggire una vita giocata su un orizzonte ristretto: «Attenti a non abituarvi ad una vita minima e tragica – ha esortato il cardinale – Dio non ci ha lasciato soli. Nel Vangelo Gesù dice “vado a prepararvi un posto”: lo prepara sulla croce, morendo per noi. Nell’offerta di Cristo, nella sua resurrezione, sentiamo l’attenzione di Dio per noi: la nostra non è quindi un’umanità abbandonata, ma redenta, salvata, divinizzata».

Il cardinale Vallini ha poi spiegato che scegliere di confermare la fede vuol dire «aprire il cuore, sentire davvero che Cristo è via, verità e vita», e vivere la stessa esperienza di Pietro, che dopo aver seguito Gesù, e dopo averlo rinnegato, ha bisogno di essere confermato nella fede, di ricevere lo Spirito Santo nella Pentecoste, come nella Cresima. Nasce così la Chiesa «comunità di uomini e donne deboli e fragili come tutti, ma che con la forza e il dono dello Spirito non si sono rinchiusi nell’egoismo, hanno aperto le porte: hanno capito che nella vita l’importante è amare e servire». Stringersi a Dio, leggere ogni giorno il Vangelo, coltivare l’eucarestia domenicale: questi gli elementi che permettono di fare esperienza, come Pietro, della forza che viene dallo Spirito: «Abbiate il coraggio da questa sera di dirvi cristiani con la vita e con la parola – ha detto ai cresimandi – siate coraggiosi testimoni del Signore, nutritevi della parola di Dio, trovate ogni domenica nell’Eucarestia la forza dell’esperienza della Pasqua, morire per poi risorgere con Cristo. Siate giovani che hanno qualcosa da dire a questa nostra società, senza arroganza, con coraggio, umiltà, verità e passione».

Un invito rinnovato anche alla fine della celebrazione quando il cardinal vicario ha ricordato l’inizio della sua attività pastorale con i giovani universitari della Fuci: sottolineando l’importanza della cappellanie «non meteore, ma vere e proprie comunità universitarie», ha esortato così i ragazzi a ritrovarsi dopo la cresima con i cappellani per «trovare insieme le vie opportune per tradurre in vita cristiana la vostra esistenza». Un messaggio arrivato anche alle cresimande Francesca e ad Anna, che mosse da diverse motivazioni, si sono avvicinate alle cappellanie, in un’esperienza che le ha profondamente cambiate: «Ho iniziato la preparazione alla cresima per poter fare da madrina ad un battesimo – confida Francesca, trasferitasi da Salerno all’Università Europea per studiare giurisprudenza -. Questo percorso mi ha sorpreso, ha cambiato il mio modo di approcciarmi agli altri, il rapporto con i miei compagni: sono davvero contenta, alla cappellania mi sono sentita accolta, ora vorrei continuare le attività che ho iniziato qui».

«Ho deciso di fare la cresima in totale libertà, senza alcun condizionamento, dopo un periodo di rapporto con la fede abbastanza travagliato – spiega Anna, ricercatrice della facoltà di ingegneria della Sapienza – sentivo il bisogno di confrontarmi con altre persone, di mettermi alla prova, e di recuperare quei momenti comunitari che negli anni mi erano mancati. È stata una bella esperienza: sento una grande gioia nel cuore, e condivido con la mia famiglia l’emozione di questo momento».

19 maggio 2014

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