Ac Roma, rinnovati i responsabili

Celebrata alla Domus Mariae la XV assemblea dell’Azione cattolica diocesana. A breve la nomina del presidente da parte del cardinale Vallini, che ha indicato la strada: «Abitare in Cristo» di Fa. Cu.

“Persone nuove in Cristo Gesù. Corresponsabili della gioia di vivere e annunciare il Vangelo a Roma”. Questo il tema che ha fatto da filo conduttore alla due giorni della XV assemblea diocesana dell’Azione cattolica, sabato 22 e domenica 23 febbraio alla Domus Mariae, che ha eletto i responsabili dell’associazione per il prossimo triennio. A presiedere l’assemblea, alla quale hanno partecipato anche il cardinale Agostino Vallini e il vice presidente nazionale per gli Adulti Paolo Trionfini, la giornalista del Tg3 Isabella Di Chio. Nel tema, ha sottolineato il presidente uscente Benedetto Coccia, c’è tutto «il senso dell’impegno che intendiamo assumere come associazione nei prossimi tre anni». Quindi, ha ripercorso alcune delle tappe più significative dell’impegno dell’Ac romana negli ultimi tempi: dall’Anno della fede alla celebrazione del cinquantesimo anniversario dell’inaugurazione del Concilio Vaticano II, fino all’elezione di Papa Francesco.

È venuta da qui l’indicazione di alcune attenzioni fondamentali che, secondo Coccia, l’associazione deve tenere salde per gli anni che verranno. La «cura dall’interiorità», anzitutto, da intendersi come «la capacità di guardarsi dentro alla luce del Vangelo per essere in grado di leggere ciò che accade intorno a noi con gli occhi della fede». Ma anche la «valorizzazione e la qualificazione della pastorale ordinaria delle comunità parrocchiali», da rendere sempre più «autentici luoghi di comunione». Per questo, ha sottolineato Coccia, l’Ac di Roma «ribadisce il suo impegno a sostenere i parroci nella quotidiana fatica dell’annuncio per l’edificazione di comunità parrocchiali accoglienti». Da ultimo, il presidente uscente ha sottolineato la responsabilità dei laici di Azione cattolica «verso il mondo, verso tutti gli ambienti di vita, per annunciare a tutti la parola del Vangelo». Va in questa direzione, in qualche modo, anche l’inizio della collaborazione annunciata tra l’Ac di Roma e la Chiesa del Burundi, rappresentata nell’assemblea dall’arcivescovo di Bujumbura Evariste Nngoyagoye.

Le coordinate dell’impegno dell’associazione per i prossimi tre anni sono state tracciate davanti ai 210 delegati provenienti da 78 parrocchie anche dal cardinale Vallini, che nei prossimi giorni sceglierà il nuovo presidente diocesano. Senza nascondere l’emozione di «ritornare a casa», il cardinale ha ricordato le sue prime esperienze ecclesiali, quando da “fiamma bianca” aveva fatto l’esperienza dell’Azione cattolica dei ragazzi, e poi la stagione straordinaria del Concilio, con l’elaborazione della Apostolicam actuotitatem, che «dava all’Azione cattolica una connotazione ben indentificata ». Il vicario del Papa per la diocesi di Roma ha disegnato anche il profilo dell’impegno ecclesiale e civile dell’Ac nel periodo post conciliare, che aveva visto un allargamento degli orizzonti della Chiesa e la nascita di movimenti ecclesiali caratterizzati da una forte identificazione. Una stagione che, ha osservato, aveva ritenuto “superfluo” il bisogno di appartenenza ad una realtà ecclesiale in forma strutturata, marginalizzando il ruolo di esperienze come quella dell’Ac. «Si è trattato di un gravissimo errore», ha dichiarato, ribadendo la necessità che l’Azione cattolica diventi invece «una presenza più diffusa nelle parrocchie». La strada da percorrere: «Abitare in Gesù, sperimentare nella nostra vita la presenza forte dello Spirito. Senza l’incontro con Gesù la Chiesa non nasce. Infatti per essere persone nuove in Gesù si deve fare l’esperienza viva del Signore in ogni momento della nostra vita, come ci testimonia ogni giorno Papa Francesco». Ai delegati delle parrocchie, infine, una consegna: «Siate fedeli testimoni della vostra vocazione laicale».

24 febbraio 2014

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