Al Gemelli l’Abruzzo riparte dalla musica

Al Policlinico giovani musicisti del Conservatorio dell’Aquila in concerto per ricostruire la speranza. «Chiediamo solo strumenti musicali e di continuare a suonare» di Emanuela Micucci

Giovani musicisti del conservatorio “Alfredo Casella” dell’Aquila suonano per i malati del Policlinico Gemelli nell’ambito della rassegna musicale “Giovani artisti per l’ospedale” giunta alla nona edizione. Il suono della memoria e della nostalgia delle milonghe di Astor Piazzolla si apre alle trame di speranza con “Il Postino” di Luis Bacalov. Diventa, mercoledì 15 aprile nella hall dell’ospedale, il simbolo della caparbietà, della duttilità e del desiderio di ricostruzione della popolazione abruzzese colpita la scorsa settimana dal terremoto. «Benché sfollati i ragazzi hanno deciso con i loro insegnati di offrire un gesto di grande coraggio e una prova di orgoglio – spiega il maestro Alessandro De Luca, direttore artistico della rassegna musicale –. Dal 2000 non abitammo mai interrotto questa iniziativa di volontariato neanche davanti a drammi personali, per rispetto verso i pazienti che soffrono il disagio della malattia. Non potevamo annullare il concerto di oggi (ieri, ndr) a causa del terremoto».

«I concerti al Gemelli – spiega Pietro Bria, docente di igiene mentale alla Cattolica – nascono proprio per ricostruire nei pazienti la continuità di affetti interrotta dalla malattia. La musica trova l’originaria funzione di superare il dolore e dare la gioia. Oggi in questo spazio siamo noi che possiamo aiutare i ragazzi abruzzesi a ricostruire il loro dramma personale. Perché insieme si può andare avanti, si può continuare a suonare».

E i giovani allievi del conservatorio confermano con entusiasmo la partecipazione al concerto. L’Aquila, insomma, prova a ripartire dalla musica. La formazione è piccola, 4 studenti e un docente. Il programma è improvvisato e scritto a mano su un foglio. Alposto dei leggii si usano le sedie. La partecipazione del pubblico è numerosa e calorosa. L’emozione è palpabile tra i musicisti. C’è chi come Alessandro Fischione, 22 anni dell’Aquila, e Angelo Gerardo Giso, studente fuori sede della provincia di Avellino si sono rincontrati per la prima volta dopo il sisma. «Da noi il terremoto nell’80 è stato tragico – ricorda Angelo –. Ora faccio ad Alessandro da supporto morale e sono qui per lui». «Mi sono trasferito in un albergo di Giulianova al mare – racconta Alessandro –, mio padre è rimasto nella tendopoli. Mi manca un anno per il diploma del conservatorio, ora vedremo…Le scosse continuano, i nervi sono alle stelle, la paura è costante, la casa è lesionata. Per fortuna sono riuscito a salvare la fisarmonica. Non suonavo da 20 giorni ma oggi sono venuto perché dobbiamo andare avanti».

La musicista più giovane è Laura Sebastianelli, 14 anni. È arrivata con i genitori e il fratello Davide di 5 anni dal campeggio della costa, a Torino di Sangro. «Siamo stati qualche giorno nella tendopoli all’Aquila – spiega –. Vorrei esercitarmi ma il pianoforte è rimasto a casa. Non possiamo prenderlo». Molti ragazzi hanno perduto nel sisma gli strumenti, parte della loro identità umana e artistica. Per aiutarli ad acquistarli l’università Cattolica di Roma organizzerà a maggio un concerto di beneficenza. «Vediamo tanta solidarietà – aggiunge il padre di Laura, Pierluigi, impiegato dell’università dell’Aquila –. Nella tendopoli c’erano volontari svizzeri, lucani, salernitani, vicentini. La Protezione Civile e le forze dell’ordine sono state efficientissime. Speriamo che la musica serva a risollevare la testa non solo degli aquilani ma di tutto l’Abruzzo». Ecco perché venerdì questi studenti saranno in concerto a Loreto alla Rassegna di Musica Sacra diretta da don Antonio Parisi della Cei. «Continuerò a studiare a Santa Cecilia – afferma Oktawia Kawecke, flautista polacca, in Abruzzo con il progetto Erasmus –. Grazie ai miei professori ho trovato una casa a Roma».

Il Casella, infatti, è inagibile. «Abbiamo fatto una riunione con il direttore – afferma un docente, Dario Flammini –. Una parete accanto alla basilica di Collemaggio può crollare da un momento all’altro sul conservatorio. Non si riescono a recuperare gli strumenti ma si cerca di salvare la parte amministrativa per far ripartire il conservatorio come nucleo». Il direttore Bruno Carioti ha constato i danni maggiori nelle aule dell’organo elettronico e nelle segreterie e ha incontrato il ministro dell’istruzione Mariastella Gelmini per chiederle altri 3 milioni di euro oltre i 2 che metterà a disposizione per la ristrutturazione. A questi andranno aggiunti i fondi raccolti dalla Provincia di Roma (finora circa 1 milione) e le offerte che si possono versare sul conto corrente bancario aperto dal conservatorio (www.consaq.it).

Intanto i docenti si organizzano con lezioni in casa o presso strutture messe a disposizione da altre istituzioni musicali, scuole, associazioni e parrocchie in Abruzzo e nelle regioni limitrofe. «È mia intenzione – sottolinea il direttore – limitare al massimo gli spostamenti degli allievi e tentare di concentrare il più possibile le lezioni all’Aquila in sicurezza nelle tende o nei bungalow o in container. Ho già preso contatto con la Provincia, altrimenti mi muoverò autonomamente».

Il Casella, infatti, ha una tradizione quarantennale e un patrimonio musicale da difendere. Negli ultimi anni si sono avviati corsi sperimentali previsti dalla riforma dei conservatori come la propedeutica strumentale per i più piccoli e la musicoterapica. Quindi, i dipartimenti di musica antica e di nuove tecnolgie. Oltre a una serie di esperienze sul campo come l’orchestra sinfonica; la collaborazione con l’Accademia nazionale di danza; la J-Orchestra degli studenti iscritti ai primi anni; la Bing-Bang con il suo repertorio jazz; il Coro di voci bianche; la MusicaComixOrchestra, esperienza unica nel panorama mondiale che ripropone brani classici riadattati; la rivista bimestrale Music@.

16 aprile 2009

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