- Archivio Storico RS - https://www.romasette.it/archivio -

Alla scuola Don Milani un corso di «web sicuro»

Sarà la scuola “Don Lorenzo Milani” di Monteporziocatone ad ospitare, martedì 15 aprile, il nuovo appuntamento dell’iniziativa “Per un web sicuro”, un open day strutturato in due incontri: la mattina con gli studenti e il pomeriggio (a partire dalle 17:00) con i genitori. Il progetto promosso da Moige – movimento genitori, TrendMicro e Cisco, in partnership con Google Italy e in collaborazione con Polizia Postale e delle Comunicazioni, giunto alla terza edizione, sta coinvolgendo oltre 40.000 persone tra ragazzi delle scuole secondarie di primo grado, genitori, nonni e docenti, su un uso corretto e responsabile della rete. Un progetto molto richiesto da scuole e genitori, anche alla luce dei recenti, drammatici, fatti di cronaca che hanno per protagonisti minori e social network.

L’open day si svolgerà nell’ambito di una giornata formativa in cui docenti, alunni e genitori si confronteranno sul tema della sicurezza in rete. Gli insegnanti comunicheranno ad alunni e famiglie degli studenti il metodo più adatto per navigare in Internet, i sistemi di parental control, i filtri migliori da utilizzare, e affronteranno molteplici tematiche legate al mondo insidioso del web: l’adescamento online, la pedopornografia, la pornografia, il cyberbullismo, i videogiochi on line.

Dall’indagine del Moige sull’uso di internet da parte dei minori, condotta dal professor Tonino Cantelmi, incaricato di Psicologia dello sviluppo e dell’educazione – Università Lumsa, su un campione di circa 1000 studenti delle scuole elementari, medie e superiori, è emerso che 9 minori su 10 (l’87,8%) navigano in rete quotidianamente. Il 18% degli intervistati afferma di trascorrere in rete più di 3 ore al giorno: di questi, 5 su 10 (50,5%) ha dagli 11 ai 13 anni. Sono invece circa l’8% i bambini che si connettono ad Internet per più di 5 ore e hanno meno di 10 anni.

Secondo la ricerca, sembra prevalere un “controllo ambientale generico” da parte dei genitori. Le misure di controllo e prevenzione adottate dai genitori sono molto blande: solo il 18,6% impartisce dei limiti di tempo nell’utilizzo del computer ai loro figli contro il 35% che non si è mai posto questo problema. Per quanto riguarda la fascia d’età 6-10, solo 3 genitori su 10 (32,7%) sono attenti all’utilizzo che i loro figli fanno di internet (ma solo il 9% se i figli hanno tra gli 11 e i 17 anni).

Sei ragazzi su 10, prosegue l’indagine, non hanno problema nel dichiarare di essersi divertiti nel ricevere o inviare foto o video “hot” (pratica definita “sexting”, dall’inglese “sex” – sesso – e “texting” – invio di messaggi virtuali). I mittenti sono soprattutto amici (38,6%), mentre i partner rappresentano una quota inferiore, di poco superiore al 27%, e meno ancora sono gli sconosciuti (22,7%) che inviano materiale imbarazzante. Il sexting potrebbe facilitare inoltre il dilagare del bullismo in rete, detto cyberbullismo, grazie al quale immagini di nudo o di sesso esplicito possono fare il giro del web senza controllo, procurando negli sventurati “protagonisti” forti e costanti umiliazioni. 6 adolescenti su 10, appartenenti alla classe d’età 14-20, almeno una volta hanno utilizzato foto o video per prendere in giro qualcuno (1 su 5 dichiara di farlo spesso).

14 aprile 2014