Annunciato l’incontro di Francesco con gli atleti paralimpici

Dal 3 al 5 ottobre “Believe to be alive”, dedicata allo sport delle persone con disabilità: il 4 l’udienza con il Papa; domenica 5 a San Pietro una grande palestra a cielo aperto per far provare lo sport a tutti di Redattore Sociale

Papa Francesco insieme agli atleti paralimpici provenienti da tutti il mondo per mettere in evidenza i valori universali dello sport, della solidarietà, dell’inclusione sociale: il prossimo 4 ottobre, nel giorno in cui la Chiesa ricorda proprio il santo di Assisi, il Papa riceverà in udienza, nell’Aula Paolo VI in Vaticano, il movimento paralimpico italiano e internazionale. L’hanno chiamato “Believe to be alive” (credi per essere vivo) e sarà un evento spalmato su tre giorni, il 3, 4 e 5 ottobre 2014: porterà con sé, oltre all’udienza papale del sabato, anche un’imponente palestra all’aperto, nello spazio immediatamente antistante piazza San Pietro. Fra via della Conciliazione e piazza Pio XII, infatti, sarà allestito uno spazio che ospiterà numerose discipline sportive: sarà una vetrina per mostrare a tutti – il 5 ottobre è una domenica – come la disabilità non è un impedimento alla pratica dello sport. Dal tennistavolo al basket in carrozzina, passando per le bocce, per l’arrampicata sportiva o per il goalball, chi vuole potrà provare lo sport che desidera e ingannare anche così l’attesa per l’Angelus che Papa Francesco, come consuetudine, reciterà dalla finestra del suo studio a mezzogiorno. La due giorni in Vaticano sarà preceduta, la sera di venerdì 3 ottobre, da un Gala Dinner nel corso della quale saranno premiati i vincitori dell’Italian Paralympic Awards, che premia quanti hanno contribuito alla promozione e allo sviluppo del movimento paralimpico. L’intero evento, con oltre sei mesi di anticipo, è stato annunciato oggi, martedì 25 marzo, alla Radio Vaticana dal presidente del Comitato italiano paralimpico, Luca Pancalli, e dal presidente del Comitato organizzatore Franco Sciannimanico.

«La dimensione valoriale dello sport paralimpico – spiega Pancalli – è quella di avere fede in se stessi: lo sport ci insegna a prendere consapevolezza di ciò che non puoi più fare e di ciò che invece puoi fare, con lo sport è possibile riappropriarsi della propria vita». In questo senso, il progetto punta a coniugare i valori positivi trasmessi dal mondo paralimpico con il messaggio universale del cristianesimo. Concetto richiamato dal motto “Believe to be alive”: «Credere in determinati valori (credo religioso, credo sportivo) rende qualsiasi individuo vivo e costituisce quel plus necessario per raggiungere i propri obiettivi», viene spiegato.

L’udienza del 4 ottobre vedrà l’Aula Paolo VI affollata di atleti e rappresentanti del mondo paralimpico, provenienti da tutto il mondo. «In particolare – spiega il presidente del comitato organizzatore Franco Sciannimanico – ci sarà una folta rappresentanza dell’Argentina, proprio in onore del Papa». Lo schema è quello classico delle udienze papali: prima il saluto al Papa dei rappresentanti del mondo paralimpico (parleranno alcuni atleti e il presidente del Cip Pancalli), poi il discorso di Francesco. Prima di questo, però, ci sarà stato spazio per un vero e proprio “talk show” con «personaggi della musica e dello spettacolo» (adesioni in corso, aspettiamo anche «qualche big», dice Sciannimanico). In quest’occasione, al pontefice saranno fatti dei regali speciali: tutti gli atleti e tutte le federazioni nazionali e internazionali sono invitate a donare a Francesco un oggetto legato all’abbigliamento sportivo o all’attrezzatura tecnica: dalle magliette alle carrozzine, passando per un tavolo da ping pong (quest’ultimo sarà donato da Sciannimanico, che è presidente della federazione tennistavolo); sarà poi papa Francesco a decidere a chi destinare i singoli oggetti fra coloro che, nel mondo, riterrà più bisognosi.

«Lo sport – dice la testimonial Oxana Corso, due medaglie d’argento alle Paralimpiadi di Londra 2012 e campionessa del mondo a Lione l’anno successivo – mi ha dato tanto nella vita, il percorso sportivo e quello di vita sono andati di pari passo: mentre ti alleni capisci i limiti che hai ma anche come superarli, e questo è fondamentale anche per la vita di tutti i giorni». “Believe to be alive” è realizzato con il contributo della Federazione italiana paralimpica e dell’Inail.

25 marzo 2014

Potrebbe piacerti anche