«Bambini guerrieri» nella Casa Peter Pan

Presentato il documentario in onda sabato 15 marzo su Rai 1. Protagonisti 5 bambini malati di cancro ospitati nella struttura della onlus a Trastevere, che può accogliere fino a 120 persone al giorno di Elisa Storace

Khalid, Areeg, Nicoletta, Alice e Marta sono cinque bambini come tanti altri, diversi fra loro per età e provenienza ma accomunati da una cosa: un giorno un medico ha diagnosticato a ciascuno un cancro e, con mamma e papà, sono partiti per Roma, diretti all’ospedale pediatrico Bambino Gesù. Partiti per l’ospedale come, nei videogiochi, si parte per una missione, accompagnati da genitori terrorizzati ma coraggiosi, pronti, sebbene impreparati come lo sarebbe ogni genitore, a ingaggiare battaglia contro la malattia.

Sono loro, bambini e genitori, i protagonisti del documentario «Bambini Guerrieri», in onda sabato 15 marzo alle 14.30 su Rai 1. Un documentario girato come un piccolo film, che in cinquantadue minuti racconta la storia di cinque bimbi, ospitati con le loro famiglie presso la Grande Casa Peter Pan dell’Associazione Peter Pan Onlus a Trastevere (www.peterpanonlus.it). Una casa distribuita su tre strutture che può ospitare 33 famiglie contemporaneamente, con una capacità di accoglienza di 120 persone al giorno, camere singole e ampi spazi comuni, che consentono alle famiglie di non sentirsi mai sole.

Come ha voluto sottolineare alla presentazione al pubblico – giovedì 13 presso la Casa della Memoria e della Storia – il produttore della fiction Braccialetti Rossi, Carlo Degli Esposti «tutti i ministri della Sanità dovrebbero vedere questo lavoro prima di iniziare il proprio mandato per rendersi conto di quali siano davvero le priorità del servizio sanitario nazionale». Un lavoro che ha ottenuto il patrocinio dell’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza «per i contenuti importanti e per il modo in cui è stato trattato il tema – come ha notato la rappresentate dell’Autorità Oriana Malatesta -, con garbo e delicatezza», ma anche quello della Regione Lazio, che attraverso Lidia Ravera, presente alla proiezione in veste istituzionale come assessore alla Cultura e alle Politiche Giovanili, ha detto: «Mentre lo guardavo ho pianto, sia perché la malattia dei bambini non è tollerabile sia perché, in questo momento in cui tutto va male, un esempio di buone pratiche come Casa Peter Pan commuove fino alle lacrime, indicando un modello che la Regione Lazio spero possa sostenere con forza maggiore nel prossimo futuro».

«Non era la prima volta che mi confrontavo professionalmente con la malattia e il dolore – ha spiegato dopo la proiezione il regista Daniele Cini -, ma questa esperienza, cui sono arrivato grazie alla mia co-autrice, Claudia Pampinella, volontaria presso la Casa, mi ha coinvolto personalmente con una forza che non avrei immaginato: durante le riprese abbiamo vissuto delle perdite e delle guarigioni, e spero che il documentario renda, almeno un poco, il senso di condivisione che abbiamo sperimentato con la troupe». Un plauso al documentario è arrivato quindi anche da Ivan Carlei, vice direttore di Rai Fiction, che ha espresso il proprio personale apprezzamento ma anche il supporto dell’azienda a produzioni come Bambini guerrieri, «perché – ha detto – il servizio pubblico si caratterizza proprio in queste cose».

Marisa Barracano Fasanelli, fondatrice dell’Associazione Peter Pan insieme a Gianna Leo, ha infine ricordato come la onlus poggi interamente sul volontariato, non ricevendo neppure un euro di fondi pubblici, e, quindi, come il documentario assuma ancora maggior rilevanza: «Un giorno qualcuno dall’altro ha preso me e Gianna e ha detto: “Tu e tu!”, e noi, che avevamo appena perso i nostri figli, abbiamo deciso di continuare a lottare contro il cancro che ce li aveva portati via, aiutando i genitori di altri bambini oncologici in cura al Bambino Gesù, costretti a dormire in macchina durante le lunghe degenze dei figli». «Ci auguriamo – ha quindi concluso – che questo Bambini Guerrieri contribuisca a far conoscere la realtà della Grande Casa Peter Pan al pubblico il più vasto possibile, affinché non ci manchino mai le risorse per accompagnare queste famiglie e, quando non possiamo aggiungere giorni alla vita, ci sia sempre modo di aggiungere vita ai giorni».

14 marzo 2014

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