Calabrese: le regole d’oro per nutrirsi bene

Fare 5 pasti al giorno, cominciare con una buona colazione e preferire cibi di stagione: i consigli del nutrizionista ospite di trasmissioni tv di Antonella Gaetani

Trasgredire con del cioccolato amaro può rendere più dolce la vita. Un paradosso? No, ma un consiglio per mantenerci in forma, sì. Quindi è giusto un regime alimentare controllato, ma, ogni tanto, qualche “strappo alla regola” non solo è concesso, ma anche consigliato. Parola di Giorgio Calabrese, docente di Nutrizione umana all’Università Cattolica di Piacenza e di Torino, consulente scientifico di molte trasmissioni tv e di squadre sportive, tra cui la Juventus, oltre che collaboratore di diverse testate nazionali. Al suo attivo anche dei libri sull’alimentazione. Di recente è intervenuto a Roma al convegno “Prevenzione Alimentazione Nutrizione” promosso dall’Associazione culturale nazionale “Giuseppe Dossetti: i Valori”

Oggi, come ci si può nutrire bene?
Mangiando un po’ di tutto, non esagerando e avendo ogni tanto un momento di trasgressione, perché se siamo troppo virtuosi il rischio è quello di deprimersi. A me non dispiace, infatti, bere ogni tanto un buon bicchiere di vino. E gustarne il sapore. Il cibo deve dire qualcosa.

Cosa è meglio mangiare?
Beh, sicuramente la giornata dovrebbe iniziare con una discreta colazione. Io per esempio amo molto le marmellate che fa mia moglie. Spesso faccio colazione con due fette di pane tostato, un caffè americano e una spremuta d’arancia. Il pranzo non deve essere mai abbondante, anche se è necessario che sia ricco di verdura e frutta; mentre sarebbe opportuno preferire per la cena un piatto composito, non un primo e un secondo. Va benissimo una ricca insalata. È indispensabile consumare ogni giorno un piatto proteico come carne, formaggio, pesce – meglio se azzurro – e frutta di stagione. Un pasto giornaliero simile può definirsi equilibrato e poco costoso.

Quando è meglio mangiare?
Sarebbe ottimo fare 5 pasti al giorno. Io sto facendole delle trattative sindacali per farne almeno tre. Bisogna mangiare almeno tre volte, soprattutto se si proviene da una famiglia di diabetici, come nel mio caso. Perché è importante rompere l’asse dell’insulina. L’Italia, invece, è arrivata al punto che ne fa uno, che per calorie, vale per cinque pasti.

Cosa è meglio evitare?
Saltare i pasti.

Qual è il ruolo dell’attività fisica?
È molto importante. Però bisogna tener conto che da adulti non è necessario fare body building come se si fosse un’atleta. Cosa ottima è l’attività aerobica. Se non ci si riesce la soluzione sarebbe camminare e fare 10mila passi al giorno

Cosa vuol dire prevenzione?
Prevenire vuol dire avere un regime alimentare corretto. Se mangi bene stai bene. Ci sono dei comportamenti a rischio che compromettono la nostra salute, come il fumo o una scelta di cibi troppo grassi o poveri di principi nutritivi fondamentali per il nostro organismo

Spesso quando si parla di mangiar bene il discorso è riconducibile alla dieta. Questo quali rischi comporta?
Il regime dietetico è necessario per tutti non solo per chi deve perdere peso. Ma non solo, dobbiamo tener presente che oggi l’8% dei bambini è malnutrito, questo significa che spesso si mangia male. Mangiare molto non significa nutrirsi bene. Servono delle regole. Non bisogna fidarsi di regimi dietetici squilibrati che danno risultati a breve termine, capaci solo di appagare il desiderio di perdere chili velocemente. Un inganno totale che non solo illude, ma spesso danneggia la salute.

Quali le conseguenze per la salute causate dall’impoverimento della popolazione e la crescita di beni di prima necessità?
Per sbarcare il lunario dai 3 ai 6 milioni di cittadini non abbienti, soprattutto anziani e pensionati, si privano di cibi importanti per il buon funzionamento dell’ organismo. Occorre quindi garantire ai cittadini una buona “dieta sociale”: dobbiamo incentivare a scegliere alimenti di stagione e prodotti locali. Così facendo, risparmiando sulle spese di trasporto, spendiamo meno; ci nutriamo con cibi adeguati al clima in cui viviamo e inquiniamo meno. Inoltre, credo che si avrebbero vantaggi economici, sia per chi acquista sia per i negozi, se intorno alle 18,30 – 19,00 si vendessero i prodotti deperibili al 40% di sconto. Sarebbe un modo per acquistare prodotti di qualità e, nello stesso tempo, risparmiare.

Come riconoscere i cibi di scarsa qualità?
Leggendo con grande attenzione l’etichetta. Devo dire che il lavoro del ministero delle Politiche agricole e di quello del Lavoro Salute e Politiche sociali per tutelare la sicurezza alimentare è di ottimo livello.

23 settembre 2008

Potrebbe piacerti anche