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Caos per scioperi e manifestazioni

Ennesimo finesettimana caotico per la Capitale. Già oggi, 28 novembre, la pioggia e lo sciopero degli operai dei cantieri della metropolitana rischiano di mandare in tilt il traffico. Domani migliaia di dipendenti dell’Ilva di Taranto, per protestare contro la chiusura dello stabilimento decisa martedì, occuperanno il centro storico, e venerdì 30 il sindacato Cobas-Cub ha indetto un’agitazione di 24 ore con lo sciopero dei trasporti pubblici.

«Roma tre metri sotto terra: 1.200 licenziati». Recita così lo striscione affisso al ponte pedonale di via Annibaldi, davanti al Colosseo, dagli operai delle linee metropolitane B1 e C, che hanno indetto uno sciopero di 8 ore, per ogni turno di lavoro, con presidi nei cantieri di Piazza Annibaliano, Conca d’Oro, Centocelle e San Giovanni:dove, a mezzogiorno, convergeranno tutti. «Le opere fondamentali della mobilità capitolina sono destinate a rimanere incomplete per assenza di fondi e cattiva gestione amministrativa, e 1.200 lavoratori edili rischiano di perdere il posto di lavoro», spiegano gli scioperanti. Ma non solo: «bisogna anche spiegare ai cittadini che in questi anni hanno subìto e sopportato i disagi per la realizzazione di queste grandi opere, che rischiano di vederle trasformate in inutili cattedrali nel deserto», recita la nota Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil.

Gli operai del polo siderurgico di Taranto, ma anche molti tra quelli di Genova e altri siti produttivi, arriveranno domani nella Capitale con treni e pullman: oltre allo sciopero di 8 ore, organizzano un presidio davanti a Palazzo Chigi dalle 14 alle 19 di domani, mentre il governo incontra le parti sociali. «I lavoratori dell’Ilva saranno a Roma per dimostrare tutta la loro rabbia – annuncia Fabrizio Tomaselli, membro dell’esecutivo nazionale dell’unione sindacale di base-. Il governo non ne faccia nuovamente un problema di ordine pubblico e convochi tutte le parti sociali con l’obiettivo di trovare soluzioni vere». E aggiunge: «L’Usb è assolutamente convinta che l’unica soluzione possibile per salvaguardare i posti di lavoro, e al tempo stesso la salute e la sicurezza di tutti i cittadini di Taranto, compresi i lavoratori, sia procedere rapidamente alla nazionalizzazione dell’Ilva».

A complicare ulteriormente la situazione, il blocco di alcuni mezzi pubblici per l’intera giornata di domani, giovedì 29: dalle 21 scatterà lo sciopero ferroviario, con i treni a rischio fino alle 21 dell’indomani. L’Atac non avrebbe aderito, ma dal suo sito annuncia uno sciopero lunedì 3 dicembre indetto dalla sigla Sul. Braccia incrociate dalle 8,30 fino alle 17 e dalle 20 fino a fine servizio per gli operatori della mobilità negli uffici, gli ausiliari del traffico e gli addetti ai parcheggi di scambio, bigliettai e controllori. a braccia incrociate.

28 novembre 2012