Caritas, nuovo progetto per il microcredito

Firmato un protocollo d’intesa tra la Cooperativa Roma Solidarietà e l’Ente nazionale per favorire l’emancipazione delle donne dalla povertà di R. S.

Per uscire dalla crisi e rimettersi al lavoro, niente di meglio del microcredito. Soprattutto per le donne. A questo mira il protocollo d’intesa stipulato tra l’Ente nazionale per il Microcredito, presieduto dall’onorevole Mario Baccini, e la Cooperativa Roma Solidarietà, promossa dalla Caritas diocesana di Roma, grazie al quale verrà sostenuta, sul territorio della Capitale, l’emancipazione delle donne dalla povertà. L’accordo è stato sottoscritto a margine del convegno “Gli effetti della crisi finanziaria ed economica globale sui Paesi a basso reddito” promosso dalla Caritas il 16 luglio scorso presso la sede dell’Istituto nazionale per il Commercio estero a Roma.

«Questo memorandum d’intesa – ha spiegato Baccini – è un mezzo per coniugare sinergie ed operatività che possono agevolare la vita delle persone e soprattutto attraverso il microcredito si vogliono congiungere economia, etica e formazione per restituire, attraverso il lavoro, dignità e sostegno per debellare la povertà. Con la sigla dell’accordo con la Cooperativa Roma Solidarietà verranno formulate proposte per la creazione di fondi di garanzia per il finanziamento di progetti di microcredito per microimprese con particolare attenzione al mondo femminile, soprattutto per quel che riguarda le donne escluse dai circuiti bancari tradizionali».

Per l’ex direttore della Caritas di Roma, il vescovo Guerino Di Tora, «l’accordo è importante perché si affianca alle numerose iniziative di solidarietà che la Caritas romana promuove attraverso la Cooperativa Roma Solidarietà. Il microcredito, insieme agli altri strumenti di prossimità e vicinanza, ci permette di incontrare quelle persone in stato di bisogno desiderose di un sostegno economico per riscattarsi. Grazie a queste iniziative – tra le quali il Prestito per la Speranza della Cei, lo Sportello di promozione dell’autoimprenditorialità per gli immigrati, la Fondazione Antiusura ed i numerosi corsi di formazione professionale – molte famiglie italiane e straniere possono guardare al futuro con la speranza di ricominciare e con la certezza di avere qualcuno vicino a sostenerle».

20 luglio 2009

Potrebbe piacerti anche